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L'altra Austra

da Smaël Bouaici |

Un mix di pop, new wave, classica ed elettronica: il quarto album della canadese Katie Stelmanis segna una sorprendente svolta artistica.

Dopo Future Politics, il suo terzo album pubblicato tre anni fa, Katie Stelmanis - la mente dietro Austra - ha deciso di cambiare rotta su HiRUDiN. Si è rinchiusa per tre giorni in uno studio di Toronto con dei musicisti che non conosceva, tra i quali, una parte del gruppo di improvvisazione musicale contemporanea c_RL, il duo Kamancello (un violoncello e un kamancheh) e l'ensemble femminile kulintang (un tipo di idiofono filippino).

Diventata una sorta di icona indie LGBT+, Katie Stelmanis stavolta si è lasciata andare un po' di più: sull'album tratta temi più intimi, le conseguenze di relazioni tossiche o l'insicurezza legata alla sua sessualità.

 

 

L'influenza della new wave si percepisce anche nell'orchestrazione, ma con una dominante classica - la sua passione giovanile - assicurata dal violoncello e dal pianoforte.

 

 

Più pop che synth - come la prima traccia Anywayz, molto Supertramp nello spirito - Austra lancia una serie di potenti hit: Risk It, con il suo break beat e la sua skank di violoncello, l'accattivante It's Amazing, il coro di bambini su Mountain Baby, o la ballabile I Am Not Waiting. Brani che potrebbero aiutarla a spiccare il volo. © Smaël Bouaici/Qobuz

 



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