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Igor Levit, recital in lockdown

da François Hudry |

Con “Encounter”, il pianista russo-tedesco firma un sorprendente album in cui si incrociano compositori diversi come Bach, Brahms e Morton Feldman!

La crisi sanitaria globale del 2020, con l'epidemia di Covid-19, ha suscitato l'angoscia di tutta la società... Ma ha anche stimolato la creatività degli artisti e, in particolare, quella dei musicisti.

Confinato come tanti altri nel suo appartamento, il pianista Igor Levit ha trasmesso un concerto dal vivo sui social network, ogni giorno, arrivando persino a suonare per 20 ore le Vexations di Erik Satie, la suggestiva ma stravagante opera di un vecchio burlone che viene comunque preso sul serio da moltissimi pianisti.

 

 

Il nuovo album di Levit, Encounter, è il frutto di questo periodo di isolamento, e riunisce un'intera catena di compositori in una sorta di intelligente e piacevole sequenza giocosa.

 

 

Da Bach arrangiato da Busoni a Palais de Mari, l'ultimo lavoro per piano solo di Morton Feldman; da Brahms arrangiato da Reger a Reger stesso rivisitato da Julian Becker... sono tutte intime connessioni tra compositori, o incontri sotterranei, rappresentativi di un desiderio di solidarietà in un periodo in cui l'isolamento era all'ordine del giorno. È soprattutto questa introspezione, questo fervore umano a trasudare da questo album struggente e fuori dagli schemi. © François Hudry/Qobuz

 



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