Sezioni :
Video del giorno

Ian Curtis, 40 anni dopo...

da Marc Zisman |

Il 18 maggio 1980, il cantante dei Joy Division si è tolto la vita all'età di 23 anni...

Dopo quattro decenni, il suicidio del cantante dei Joy Division continua a perseguitare non solo il post-punk e la new wave, ma la storia della musica rock nella sua interezza. In soli due album, Unknown Pleasures e Closer, la band culto di Manchester, assieme al suo carismatico e influente leader, ha reso magnifici il grigiore, la depressione e l'industrializzazione urbana.

Anello di congiunzione tra le esperienze berlinesi del tandem Bowie/Eno e la poesia errante dei Doors, l'universo dei Joy Division, nato all'apice dell'era punk, è stato un fulmine a ciel sereno per il suo tormentato leader Ian Curtis. Testi oscuri, atmosfere pesanti, una voce profonda, chitarre squadrate, basso spettrale, melodie minimali e ritmiche industriali: la musica della band di Manchester, prodotta con precisione clinica da Martin Hannett, si muove entro un'estetica rigorosa e austera, come un patto ossessivo con la morte e la follia che si cela nell'uomo.

 

 

L'era post-Ian Curtis sarà comunque radiosa per i sopravvissuti dei Joy Division, che fonderanno i New Order, una delle prime riuscite miscele di rock'n'roll e musica dance.

 

 

E la vita del defunto cantante andrà in scena nel 2007 in Control, un eccellente biopic diretto dal fotografo Anton Corbijn... Nonostante l'opera dei Joy Division non sia sconfinata, la loro aura continua a brillare sempre di più. © Marc Zisman/Qobuz

 



ASCOLTA I JOY DIVISION SU QOBUZ


ASCOLTA LA NOSTRA PLAYLIST JOY DIVISION


Per seguire tutto quello che succede su Qobuz, seguiteci su Facebook!