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Four Tet, oceano elettronico

Con il suo album "Sixteen Oceans", il londinese Kieran Hebden ci mostra delle nuove superbe istantanee della sua mente, in continuo movimento...

da Smaël Bouaici | Video del giorno | 26 marzo 2020
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Decimo album in studio per il leader della scena elettronica inglese. Questo Sixteen Oceans offre un viaggio di un'ora attraverso i meandri della testa di Kieran Hebden, alias Four Tet, ispirato come non mai.

Il disco, che qualcuno potrebbe frettolosamente etichettare come "ambient", ha molto da offrire: inizia in modo dancey con School, ma il perfetto brano di riscaldamento è Baby, con il suo beat quasi 2-step e la frase frammentata "Take Me On", campionamento inebriante della voce della cantante inglese Ellie Goulding.

Anche se troviamo brani ambient come Harpsichord e le note del suo synth, o Green e 4T Recordings, che suonano come la colonna sonora di una scena ambientata in una foresta su Pandora, sappiamo che Four Tet tende a non fossilizzarsi.

 

 

Su questo Sixteen Oceans, il produttore si lancia anche in alcune superbe tracce elettroniche/downtempo, come il singolo Teenage Birdsong e il suo groviglio di tastiere e ritmi, Love Salad con un beat underground stile Burial, passando per un atmosferico campionamento acquatico: Bubbles at Overlook 25th March 2019.

 

 

In questo album pieno di curiosità, lasciano il segno anche Something in the Sadness, che strizza l'occhio a Mathew Jonson, e Insect Near Piha Beach, caratterizzata da una cassa techno bassa e pesante, addolcita da uno sciame di corde e voci celestiali, che si fondono in un chiaroscuro di straordinaria maestria. © Smaël Bouaici/Qobuz




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