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Fontaines D.C., ormai grandi

da Marc Zisman |

Con l'impeccabile “A Hero's Death”, la band di Dublino supera a pieni voti l'impegnativa tappa del secondo album...

Dogrel, il loro album d'esordio, accompagnato dal singolo Big, risuona ancora con la sua attitudine candida, tesa, rabbiosa e sincera, ma i Fontaines D.C. non si fermano. Anzi, battono il ferro mentre è ancora caldo, e con A Hero's Death i ragazzacci di Dublino cambiano marcia. Nel loro DNA sono sempre presenti gli elementi delle Sacre Scritture post-punk dei Joy Division, The Fall, Gang Of Four e Public Image Ltd., ma la “difficoltà del secondo album” è rimandata per qualche altro disco.

Il ritmo lento, quasi opprimente del brano di apertura I Don't Belong presenta un carattere nuovo. Quello di una band che già trae le conclusioni dall'immediato successo del suo primo lavoro e dal peso del tour-maratona che ne è seguito. I Fontaines D.C. ampliano il loro raggio d'azione con ballate come Sunny e la sua chitarra baritonale che profuma di estate, o Oh Such a Spring su cui Grian Chatten canta con una delicatezza senza precedenti. Ma A Hero's Death assesta anche quegli inarrestabili montanti che hanno reso Dogrel così irresistibile. E quegli inni su cui Chatten ripete la stessa frase più volte, come “Life ain't always empty” cantata trenta volte sulla title track A Hero's Death, o “What ya call it, what ya call it, what ya” su Televised Mind...

 

 

In definitiva, A Hero's Death oscilla tra la tensione ribelle giovanile e le immagini meditative quasi nostalgiche. Dogrel terminava con Dublin City Sky, una ballata acustica che odorava di vecchio pub e di Guinness appena versata, e che faceva pensare che fosse scappata da un disco dei Pogues (la loro band preferita). A Hero's Death termina con No, un'altra ballata nuda e cruda, questa volta più in stile Oasis, e sostituisce il pessimismo post-punk a un barlume di ottimismo scandito da quel “Please don’t lock yourself away just appreciate the grey”. Brillante e potente. © Marc Zisman/Qobuz

 

 

Nell'aprile del 2019, Qobuz ha incontrato i Fontaines D.C. in occasione dell'uscita di Dogrel. Un'intervista senza peli sulla lingua, seguita dall'intervista giocosa di One Cover One Word, per sentire la loro prima e ultima parola su alcuni album scelti a sorpresa:

 

 



ASCOLTA "A HERO'S DEATH" DEI FONTAINES D.C. SU QOBUZ


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