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Declan McKenna, la voce di una generazione

da Nicolas Magenham |

Con “Zeros”, la giovane star britannica rafforza il suo pop impegnato e poetico...

Nato a Enfield (cresciuto nell'Hertfordshire, a nord di Londra), ha iniziato la sua carriera giovanissimo: all'età di 16 anni, Declan McKenna ha composto la sua prima canzone, Brazil, che denunciava alcune pratiche della FIFA e le loro disastrose conseguenze sulle fasce più povere della popolazione brasiliana. Un singolo di successo ha accompagnato What Do You Think About the Car? il suo album di debutto, pubblicato nel maggio 2017 e premiato con un Qobuzissime.

Era il primo mattone di un edificio dalla forma pop e impegnata, che egli continua a costruire, con un'energia senza limiti, con la sua nuova opera chiamata Zeros. Il suo impegno politico - che si concentra soprattutto sulla precarietà sociale (Daniel, You're Still a Child) - è sempre intriso di poesia finemente cesellata all'interno di testi spesso enigmatici. Questa poesia è rafforzata da una musica leggera che a volte ha il sapore dei sogni...

 

 

Be an Astronaut ovviamente fa pensare subito alle vertigini spaziali di David Bowie, così come l'intro di The Key to Life on Earth. Per creare queste singolari atmosfere, nella sua formazione pop-rock Declan McKenna integra elementi elettronici (compreso il vocoder di Rapture), ma anche il pianoforte glam-rock, lo xilofono o gli archi pizzicati.

 

 

Tutto questo, mantenendo il suo acuto senso per le melodie pop accattivanti e le armonie sofisticate. Tutti questi elementi sono racchiusi in Zeros, e ci fanno capire che il giovane McKenna, a soli 21 anni, è probabilmente un futuro gigante del pop britannico. © Nicolas Magenham/Qobuz

 



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