Da Joachim a Ornette

Il pianista Joachim Kühn rende omaggio a Ornette Coleman...

da Marc Zisman | Video del giorno | 26 febbraio 2019
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Come il pianista Joachim Kühn chiarisce, nelle note della copertina, ha tenuto sedici concerti con il gran sassofonista Ornette Coleman tra il 1995 e il 2000. «Prima di ogni concerto, Ornette scriveva dieci nuove composizioni che provavamo poi registravano per una settimana nel suo studio Harmolodic a Harlem. Dato che voleva che contribuissi agli accordi e ai suoni delle sue melodie, sono stato direttamente implicato nel processo creativo. Una volta terminato il concerto, le canzoni non venivano mai più suonate. Ora sono il solo a possedere tutte le registrazioni e le partiture per un totale di 170 pezzi. E dopo una ventina d’anni, ho riunito le più belle melodie e ballate e le ho registrate al pianoforte. Ad eccezione di Lone Woman, nessuno di questi pezzi è stato registrato da Ornette ».

Quest’affascinante tabella di marcia permette a Kühn di firmare un disco in solitaria di alto livello. A 75 anni, il suo modo di suonare si è liberato da alcuni diktat del free jazz ed è ormai caratterizzato da una vasta gamma di sfumature. Ma più in particolare, tratta quel giustamente chiamato Melodic Ornette Coleman senza mai alterarne la trama narrativa o per l’appunto melodica. E poiché è Joachim Kühn che siede al pianoforte, le improvvisazioni sono tutt’altro che lisce. E nei momenti più malinconici, il pianista tedesco svela un lato commovente inedito della sua personalità musicale. Superbo. © Marc Zisman/Qobuz





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