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Angel Olsen punta sempre più in alto

Con lo splendido "All Mirrors", il suo quarto album, la cantante americana punta su melodie impressionanti e arrangiamenti sofisticati...

da Marc Zisman | Video del giorno | 31 ottobre 2019
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Tre anni dopo My Woman, che le ha permesso di tagliare ulteriormente il cordone ombelicale con i suoi numi tutelari (Cat Power, Hope Sandoval di Mazzy Star, Kate Bush, PJ Harvey) e ha punteggiato il suo indie folk di grunge, di Americana e sonorità vintage, Angel Olsen firma un album più sofisticato, scintillante, quasi lussuoso.

Nessuna concessione commerciale in questo magnifico All Mirrors, sostituita dalla voglia di immergere l’arte in acque… meno agitate, diremmo.



Il suono è senz‘altro più marcato, gli arrangiamenti più elaborati e la strumentazione comprende persino gli archi, anche loro dosati impeccabilmente. Come Annie Clark alias St Vincent, Olsen mette insieme la potente esplosione di furore e una grande accettazione di sé stessa, accentuata da melodie impressionanti.

L’americana dimostra di non avere più problemi nemmeno nel passare da un ambiente buio a una sequenza quasi gioiosa. Una ricchezza stilistica che emerge piano piano, ascoltando e riascoltando. © Marc Zisman/Qobuz



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