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Adrianne Lenker si fa in due

da Marc Zisman |

La cantante dei Big Thief pubblica una coppia di album, di cui uno completamente strumentale...

Prima che i Big Thief diventassero la band preferita dei fan dell'indie-folk-rock, la loro cantante Adrianne Lenker ha pubblicato tre album da solista: Stages of the Sun (2006), Hours Were the Birds (2014) e Abysskiss (2018). In questa occasione la fata del folk ha creato qualcosa di più. Con meno: seduta da sola con la sua chitarra acustica, ha registrato un doppio album (disponibile separatamente sotto i semplici titoli di Songs e Instrumentals) in una baita nel Berkshires, nel Massachusetts. Si può sentire il crepitio del legno, e anche gli uccelli e gli insetti. E persino le sue dita che scivolano sulle corde...

 

 

Ad ogni secondo di ascolto, il mondo reale scivola via un po' di più. E la sua fragile voce è come una calamita che ti trascina dentro ogni melodia... La cantante esplora temi classici come la solitudine, la fine di un rapporto o il rimorso, con un suono ipnotico e scarno, sulla scia di artisti come Vashti Bunyan, Judee Sill, Elliott Smith e Joni Mitchell (evidenti influenze per la cantante dei Big Thief). Adrianne Lenker usa spesso le ripetizioni, i mantra, come nella commovente Come where you can hear the rain outside. A volte si concentra sullo spazio (My Angel). Ogni canzone è avvolgente e intima.

 

 

I due lunghi brani strumentali (da 21 e 16 minuti!) che compongono Instrumentals richiedono maggiore attenzione, ma si dimostrano totalmente in linea con le canzoni di Songs. Rimarrete sbalorditi dalla raffinatezza di entrambi gli album. Un lavoro sublime che resisterà facilmente alla prova del tempo. © Marc Zisman/Qobuz



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