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Gli album

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Estratti d'opera - Uscito il 03 aprile 2020 | The state51 Conspiracy Ltd

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Estratti d'opera - Uscito il 07 giugno 2019 | deutsche harmonia mundi

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Estratti d'opera - Uscito il 07 giugno 2019 | deutsche harmonia mundi

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Estratti d'opera - Uscito il 31 maggio 2019 | naïve classique

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
Vivaldi ha avuto molta fortuna con i posteri. Grazie a una successione di eventi fortunati, la sua collezione personale di manoscritti ha attraversato i secoli, permettendo alla sua musica di essere conservata poi suonata e registrata. È da questo insieme inestimabile di quasi quattrocentocinquanta composizioni che il contralto Delphine Galou e Ottavio Dantone, il direttore dell’Accademia Bizantina, hanno attinto per elaborare il programma di questo album consacrato a brani musicali per la voce di alto. Questa nuova registrazione dell’Edition Vivaldi, cominciata da Naïve da diversi anni, propone cantate e arie per alto, pendant dell’album, uscito contemporaneamente, di opere sacre per alto e cantate dalla stessa Delphine Galou. I testi, spesso di autori sconosciuti, hanno un interesse letterario alquanto mediocre. Troviamo un mondo pastorale abitato da pastori malati d’amore e da ninfe crudeli e incostanti, in base ai canoni dell’epoca. Vivaldi si serve di quei personaggi stereotipati per variare la sua gamma espressiva in modo molto sottile e introdurre lo stile operistico nei suoi lavori destinati prima di tutto ai saloni. La qualità eccezionale della sua musica trascende in genere il lavoro di commissione al quale deve sottostare, tanto a Mantova quanto a Venezia. Le cantate sono accompagnate da alcune arie tratte dalle sue numerose opere e permettono a Delphine Galou di esprimere tutta la varietà del suo canto attraverso il panteismo di «Liquore ingrato» (Tito Manlio), la dolcezza di «Andrò fida e sconsolata» della stessa opera o la grazia dell’innocenza di una canzone per l’infanzia con l’aria «È pur dolce ad un’anima amante» (Il Giustino). © François Hudry/Qobuz
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Estratti d'opera - Uscito il 30 aprile 2019 | Decca

Riconoscimenti Diapason d'or
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Estratti d'opera - Uscito il 15 febbraio 2019 | Deutsche Grammophon (DG)

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Choc de Classica
Inciso nel luglio del 2018 allo Studio, nuova postazione high-tech alle porte di Parigi, quest’album, interamente concepito e realizzato su un’idea di Judith Fuchs, è dedicato alle eroine orfane, a quelle donne infelici dell’opera del XIX secolo, fra il 1815 e il 1850, che si battono per uscire dalla loro triste condizione. Dopo aver trionfato nel 2018 ne Le Comte Ory di Rossini all’Opéra-Comique di Parigi, Julie Fuchs aveva a cuore la difesa di questo repertorio, in cui eccelle. Sotto la direzione di un vero maestro d’opera, Enrique Mazzola, l’Orchestre National d’Île-de-France brilla di mille fuochi in questi pezzi tratti da opere di Donizetti e Rossini, ma anche – ed è qui l’interesse del presente programma – Pacini, Raimondi, Fioravanti, Berlioz, Barbieri e Meyerbeer.L’album è una nuova occasione per farsi conquistare dalla voce sontuosa «della» Fuchs, il giovane soprano lirico francese che si è affermato al Festival di Aix-en-Provence, poi all’Opera di Zurigo, alla cui troupe permanente si è unito nel 2013. Seguono i suoi primi successi a Salisburgo, all’opera di Vienna e di Parigi e al Teatro Real di Madrid. Polivalente, capace di passare da Mozart a Barbara attraversando Cole Porter, George Crumb e Björk, Julie Fuchs non conosce frontiere musicali e si produce con lo stesso agio nell’opera così come in concerto, in recital con il giovane pianista Alphonse Cemin. Nel nuovo album, Mademoiselle, canta in italiano, ma anche in francese e in spagnolo, in un percorso originalissimo lungo il belcanto romantico: rivela così ogni aspetto della sua voce agile e sensuale. © François Hudry/Qobuz
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Estratti d'opera - Uscito il 29 novembre 2018 | Les Indispensables de Diapason

Riconoscimenti Diapason d'or
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Estratti d'opera - Uscito il 23 novembre 2018 | Decca Music Group Ltd.

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or / Arte - 5 Sterne Fono Forum Klassik - 5 étoiles de Classica
Questo nuovo album su Vivaldi segna una doppia ricorrenza, quella degli ormai trent’anni della stretta collaborazione fra Cecilia Bartoli e la celebre etichetta inglese Decca e i vent’anni di un’opera prima vivaldiana che all’uscita aveva fatto furore. Abbandonando stavolta Giovanni Antonini e il suo ensemble Il Giardino Armonico, Cecilia Bartoli ha scelto musicisti francesi esperti nella musica di Vivaldi, come a mostrare, in caso ve ne fosse bisogno, l’universalità della musica del Prete Rosso. Jean-Christophe Spinosi e il suo Ensemble Matheus si sono infatti distinti fin dagl’inizi nella musica strumentale di Vivaldi.La loro collaborazione è cominciata con cinque concerti, naturalmente dedicati al compositore veneziano, a Monaco di Baviera, Praga, Baden-Baden e Versailles. Per la prima incisione in comune hanno scelto una decina di arie tratte da opere, nove delle quali non comparivano nell’album del 1999. La profusione delle opere di Vivaldi è un pozzo senza fondo per i recitalisti, che possono comporre agevolmente, come accade qui, un programma estremamente vivo che riunisce le più belle perle di un compositore straordinariamente prolifico, la cui verve melodica è costante motivo di stupore.Una pubblicazione che è anche un oggetto curato (consultabile sul vostro Qobuz), con un album fotografico che contiene bei ritratti di Cecilia Bartoli, realizzati dalla fotografa Vivianne Purdom, che ha votato la propria esistenza ad immortalare con talento i grandi musicisti del pianeta classico. Buon compleanno! © François Hudry/Qobuz
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Estratti d'opera - Uscito il 26 ottobre 2018 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 étoiles de Classica
Duetti d’amore, nient’altro che duetti d’amore firmati Puccini: ecco cosa ci offrono il soprano polacco Aleksandra Kurzak e il tenore Roberto Alagna, entrambi habitué dei più grandi palchi planetari, habitué anche di questo repertorio, per il quale le loro voci sono fatte su misura. Cosa singolare: le eroine – Mimì, Minnie, Tosca, Giorgetta, Butterfly, Manon – rappresentano la donna assoluta, quella che affascina il compositore, lo attira, lo ispira, lo fa innamorare. E forse i suoi personaggi maschili sono il riflesso della sua stessa personalità. Rodolfo, Mario, anche Calaf, talmente pazzo di Turandot da rischiare la vita: l’uomo, l’amante, il seduttore, il vile, l’ipocrita, il mascalzone, il poeta, l’artista, il cavaliere, il sospettoso, il traditore… E senz’alcun dubbio lo stesso Roberto Alagna si ritrova in tali personaggi, tanto simili da un’opera all’altra, ma per i quali Puccini seppe, ogni volta, distillare un idioma vocale così unico. © SM/Qobuz
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Estratti d'opera - Uscito il 05 ottobre 2018 | Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Qobuzissime
Per il primo album di recital con orchestra, il giovane soprano franco-danese Elsa Dreisig ha pensato di presentare, riflesse allo specchio, cinque coppie d’arie dai rapporti ambigui. Queste correlazioni fanno scontrare volutamente stili musicali, istanti drammatici, periodi storici e vocalità contrastanti: classicismo e romanticismo si completano, terrore e gioia si rispondono, ed è l’animo femminile in tutte le sue sfaccettature ad essere così mostrato. La prima “coppia” coinvolge veri e propri specchi: quello in cui si ammira Margherita nel Faust di Goethe, quello di Thaïs nell’opera omonima di Massenet. Poi è la volta di Manon Lescaut vista da Puccini, e della Manon (senza Lescaut) creata da Massenet. Quindi Giulietta, in un parallelismo piuttosto ardito: Daniel Steibelt, compositore tedesco un po’ dimenticato del primo romanticismo, e la Juliette di Gounod. Elsa Dreisig prosegue con due celebri Figaro, quello del Barbiere di Rossini, con la deliziosa Rosina, e quello delle Nozze di Mozart, nei teneri accenti della contessa smarrita. Infine, ancora più arditamente, chiude con la Salomè della Hérodiade di Massenet, dolce fanciulla che non vuole assolutamente farsi servire la testa di chicchessia, poi con quella di Strauss con i suoi deliri sanguinari. Forse per evitare qualsiasi tentativo di paragone con altre incisioni già esistenti, ha preferito scegliere la versione francese del 1907 (ricordiamo comunque che la pièce di Oscar Wilde era concepita anch’essa in francese, sin dall’inizio). Un ventaglio fra i più straordinari che si possano immaginare per un primo recital discografico. Dreisig è accompagnata dall’Orchestra di Montpellier, che dirige Michael Schønwandt. © SM/Qobuz
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Estratti d'opera - Uscito il 05 ottobre 2018 | Decca Music Group Ltd.

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Choc de Classica
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Estratti d'opera - Uscito il 28 settembre 2018 | Alpha

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Qobuzissime
Primo album solista del giovane e bravissimo tenore francese Julien Behr, che abbiamo già ascoltato all’Opéra di Parigi, al Théâtre des Champs-Élysées, all’Opéra di Bordeaux e di Lione, a Salisburgo, a Vienna, a Londra, a Colonia e in tanti altri grandi palchi mondiali; e, su disco, in molte opere liriche fra cui L’Enfant et les sortilèges con la Radio bavarese. Per questo debutto discografico in recital, ha avuto il fiuto di scegliere arie d’opera francesi molto meno praticate di quelle dei sempiterni Don José, Romeo, Faust ed altri grandi eroi, preferendo invece selezionare nel repertorio romantico (allargato fino alla Prima Guerra, diciamo) perle che in genere si ascoltano troppo di rado. Per Gounod attinge a Cinq-Mars; per Bizet, a La bella fanciulla di Perth (una delle pagine più squisite di Bizet), per Thomas a Mignon; e poi, più note ma comunque non molto frequentate, arie che va a pescare nel Léhar de La vedova allegra, nel Godard di Jocelyn, nel Delibes di Lakmé. La dizione assolutamente impeccabile, la voce trasparente ed aerea, che a tratti ricorda Heddle Nash e Jussi Björling: ecco qualcosa che rende perfetto servizio a tale repertorio. L’album si chiude a qualche incollatura dal periodo romantico, è vero, con Vous qui passez sans me voir di Charles Trenet – cioè, il testo è del “Pazzo che canta”, mentre la musica è firmata da Johnny Hess e Paul Misraki, e la canzone era inizialmente destinata a Jean Sablon –, il che dimostra l’amore di Behr per generi di certo più leggeri, ma interpretati in modo elegantissimo. © SM/Qobuz
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Estratti d'opera - Uscito il 04 maggio 2018 | PentaTone

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 5 Sterne Fono Forum Klassik
Un’incisione esclusivamente composta di prologhi d’opera e d’oratori barocchi: ecco un prodotto cui non manca il pepe. Teniamo presente che i prologhi non hanno nulla in comune con le ouverture – puramente orchestrali – delle opere più tarde, poiché in epoca barocca, dopo una breve introduzione strumentale, si entrava direttamente nel vivo dell’argomento, spesso con una specie di presentazione allegorica cantata della situazione e dell’azione. Il soprano Francesca Aspromonte ed Enrico Onofri alla testa dell’ensemble il pomo d’oro (senza maiuscole nella grafica scelta dall’ensemble) si riuniscono intorno a queste allegorie, attinte al periodo che va dalla fine del XVI secolo di Monteverdi e di Caccini fino al primo quarto del XVIII di Alessandro Scarlatti, passando per il bel mezzo del ricchissimo XVII di Cavalli, Rossi, Stradella e Cesti. Sta all’ascoltatore abituarsi all’idea che l’opera non comincerà mai davvero, perché qui non ci sono che le premesse, i fremiti, i titillamenti destinati a conquistare il pubblico; non dobbiamo dimenticare, infatti, che a quei tempi non c’era l’abitudine di fare molto silenzio agli spettacoli, e che era necessario proprio tutto il talento dell’allegoria per riuscire a portare gli aficionados a un livello minimo d’attenzione. Siamo certi che Francesca Aspromonte saprà accattivarsi il suo uditorio fin dal principio. © SM/Qobuz
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Estratti d'opera - Uscito il 02 marzo 2018 | Decca Music Group Ltd.

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - Diapason d'or / Arte - Qobuzissime - 5 Sterne Fono Forum Klassik
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Estratti d'opera - Uscito il 02 marzo 2018 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 Sterne Fono Forum Jazz
È un po’ una di quelle fiabe di cui il mondo lirico conserva il segreto. Sconosciuta, appena uscita dall’Accademia lirica della Scala, Anita Rachvelishvili, mezzosoprano georgiano, si vedeva affidare da Barenboim il ruolo eponimo di Carmen, al fianco di Jonas Kaufmann: davanti alla giovane cantatrice si apriva la carriera internazionale. Qui la ascolteremo dunque in molte grandi arie d’opera, fra cui naturalmente i successi di Carmen, ma anche le due grandi arie di Samson et Dalila di Saint-Saëns, un paio di Verdi, un pizzico di Mascagni, del Rimskij (eseguito meno spesso, bisogna pur ammetterlo) ed una rarità del suo compatriota Dmitrij Arakišvili (1873-1953), il cui stile è solidamente ancorato nella Russia del tempo, con qualche inflessione forse più regionale. Dal 2009 in poi, ha cantato il ruolo di Carmen già trecento volte circa, e non si può che augurarle di non lasciarvisi mai imbrigliare – quindi Santuzza, Eboli, Dalila, in altre parole i grandi personaggi del repertorio del mezzo drammatico. © SM/Qobuz
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Estratti d'opera - Uscito il 23 febbraio 2018 | harmonia mundi

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 4F de Télérama - Gramophone Editor's Choice - Diamant d'Opéra - Choc de Classica - 5 Sterne Fono Forum Klassik
Con il suo ensemble Pygmalion, Raphaël Pichon ha concepito il programma di quest’album sotto forma di messa per i defunti “pastiche”, come un Requiem insieme sacro e profano. Lungi dall’averne tutti i tratti in modo rigoroso, ne possiede tuttavia i contorni: Introito, Kyrie, Graduale, Sequenza, Offertorio, In paradisum… L’idea è nata dopo la recente scoperta alla Bibliothèque Nationale di Parigi di una messa da requiem anonima del XVIII secolo, in cui il redattore architetta una «parodia» su musiche tratte da Castore e Polluce e dalle Fêtes de Paphos (Feste di Pafo) di Jean-Philippe Rameau. Per la cronaca, il termine “parodia” non implica né satira né presa in giro: è un procedimento che consiste nel riprendere musiche precedenti e dar loro un nuovo testo. È questa fusione fra musica sacra (la messa) e musica profana (la tragedia lirica), cosa abituale in epoca illuministica, che Pichon ha voluto riprodurre.
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Estratti d'opera - Uscito il 12 gennaio 2018 | Deutsche Grammophon (DG)

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Gramophone Editor's Choice - Preis der deutschen Schallplattenkritik - 5 étoiles de Classica
Beh, quest’album non è solo per gli amanti della voce di controtenore – al riguardo, Franco Fagioli è una delle star presenti sul mercato – ma anche per gli amanti delle arie d’opera di Haendel ed agli aficionados delle orchestre barocche, in questo caso Il Pomo d’Oro. Soddisfatte queste condizioni, l’incisione procurerà tutti i brividi promessi da grandi successi quali «Ombra mai fu» del Serse o «Cara sposa» del Rinaldo, ma anche numerose rarità altrettanto interessanti, che avranno il merito di esplorare momenti meno triti del caro Sassone. Infatti Ariodante, Partenope, Imeneo ed Oreste (l’album copre sistematicamente tutto l’arco della creazione lirica del compositore) hanno anch’essi i loro momenti esaltanti, arie di un’originalità totale, spesso cariche di sorprese strumentali, come sapeva piazzarne tanto bene Haendel. Appassionati, se rispondete alle tre condizioni di cui sopra – o se avete un po’ di curiosità su cose davvero ben fatte –, affrettatevi. © SM/Qobuz
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Estratti d'opera - Uscito il 22 dicembre 2017 | Musical Concepts

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Estratti d'opera - Uscito il 17 novembre 2017 | Orfeo

Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 5 étoiles de Classica
Si tratta di registrazioni realizzate in diretta e sul palcoscenico dei diversi grandi momenti wagneriani dell’emerito soprano svedese Nina Stemme (* 1963), realizzate tra il 2003 e il 2013, dunque il periodo di gloria assoluta per la cantante, in pieno possesso dell’insieme delle sue capacità vocali- non dimentichiamoci che un soprano drammatico, a differenza di un soprano lirico «normale», raggiunge il pieno della propria voce abbastanza tardi nel corso di una carriera musicale, tenuto conto dello smisurato carico muscolare che richiedono personaggi quali Isotta, Sieglinde o Brunilde. L’Orchestra dell’Opera di Vienna è posta sulla direzione ora di Seiji Ozawa, ora di Franz Welser-Möst– dunque all’epoca in cui prima l’uno poi l’altro erano direttori musicali di questa venerabile e sappiamo bene quanto tradizionalista istituzione. Ricordiamo che Nina Stemme nel 1993 fu insignita del Premio Operalia istituito da Plàcido Domingo, e che ottenne il successo internazionale grazie alla sua Isotta a Glyndebourne nel 2003, l’anno delle prime registrazioni che vi presentiamo. Da allora, Nina Stemme incarna figure femminili tra le più notevoli quali Elettra, Turandot, Lady Macbeth di Mzensk, e altrettanti ruoli principali a Bayreuth. Una carriera esemplare alla quale quest’album rende pienamente giustizia. © SM/Qobuz
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Estratti d'opera - Uscito il 27 ottobre 2017 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Choc de Classica