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Gli album

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Concertos pour instruments à vent - Uscito il 12 aprile 2019 | Ondine

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Piano solo - Uscito il 08 febbraio 2019 | Nonesuch

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Piano solo - Uscito il 01 febbraio 2019 | Chandos

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Piano solo - Uscito il 18 gennaio 2019 | Universal Music Division Decca Records France

Riconoscimenti 5 de Diapason
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Lieder (Allemagne) - Uscito il 16 novembre 2018 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Gramophone Record of the Month
Molto lontani dai Lied di Schubert, che sono canti secondo la tradizione “popolare” tedesca, generalmente strofici, con accompagnamento subordinato al canto (il che nulla toglie al loro incredibile genio!), quelli di Schumann discenderebbero, per riprendere le parole dello stesso Christian Gerhaher, dalla «drammaturgia lirica»: piccole opere in miniatura, in cui il pianoforte e il canto hanno pari contenuto. Il che non spiega perché i Lied di Schumann siano raramente eseguiti in concerto, all’infuori di qualche ciclo trito e ritrito (soprattutto Myrten, Dichterliebe e Amore e vita di donna). Gerhaher e il suo pianista Gerold Huber hanno attinto, nell’ampio repertorio del genere, opere quasi mai presentate. Solo tre dei cicli eseguiti risalgono al 1840, “l’anno del Lied” (e tra l’altro l’anno del matrimonio, finalmente, finalmente, con Clara Wieck); gli altri riflettono gli ultimi anni di vita del compositore, dopo il 1850, e con quanta nostalgia, e passioni trattenute… Non siamo più affatto nel romanticismo sfrenato dei primi anni, e l’umore è sempre più cupo, il discorso più frammentato, a piccoli tocchi, come abbozzato. Il contrasto da un’epoca all’altra è straordinario. Gerhaher e Huber ci offrono queste eccezionali meraviglie con tutta la reverenza dovuta. © SM/Qobuz
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Lieder (Allemagne) - Uscito il 09 novembre 2018 | Orfeo

Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 5 Sterne Fono Forum Klassik
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Piano solo - Uscito il 05 ottobre 2018 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4F de Télérama - Gramophone Editor's Choice - 5 Sterne Fono Forum Klassik
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Lieder (Allemagne) - Uscito il 05 ottobre 2018 | Challenge Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Piano solo - Uscito il 14 settembre 2018 | Sony Music Labels Inc.

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Choc de Classica
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Piano solo - Uscito il 14 settembre 2018 | Mirare

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4F de Télérama - Choc de Classica
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Piano solo - Uscito il 29 giugno 2018 | Mirare

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Musique chorale (pour chœur) - Uscito il 11 maggio 2018 | Ondine

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Piano solo - Uscito il 04 maggio 2018 | Challenge Classics

Riconoscimenti 5 de Diapason - 4F de Télérama
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Musique symphonique - Uscito il 09 marzo 2018 | Decca Music Group Ltd.

Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Gramophone Editor's Choice
Rendendosi conto che il suo udito diminuiva, Alfred Brendel ha avuto la grande saggezza di ritirarsi all’apice della gloria, prima che scomparissero a loro volta le qualità digitali o intellettive. Ci evita così lo spettacolo, talvolta penoso, di artisti che non riescono a fermarsi e diventano poco a poco l’ombra di se stessi. Nulla di tutto ciò in questo caso, poiché si tratta di due inediti pubblicati con il suo assenso. In questo Concerto in la minore di Schumann, registrato durante un’esibizione al Musikverein di Vienna nel 2001, in occasione dei suoi settant’anni, Brendel ha un tocco di miele ed una sonorità vellutata. Simon Rattle e i Wiener Philharmoniker (oboe magico!) dialogano con il pianista in un rapporto di musica da camera allargata. Eccellente presa del suono della radio austriaca. A complemento, le Variazioni su un tema di Haendel di Johannes Brahms incise nel 1979, un bel ricordo per colui che aveva suonato quest’opera nel corso del suo primissimo recital, all’età di diciassette anni. Alfred Brendel confessa di non suonare più il pianoforte, al giorno d’oggi, e di dedicarsi alla poesia e alla pittura. Poco convinto di quest’ultima arte, e sempre così spietato con se stesso, ha fatto distruggere le proprie opere. Se il coperchio del pianoforte è oggi chiuso, la musica gli gira sempre in testa, con l’impressione di aver finalmente raggiunto l’interpretazione ideale, mentre affiora in lui il sentimento di un’ingiustizia, quella di non avere trent’anni in meno… © François Hudry/QOBUZ/marzo 2018
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Piano solo - Uscito il 09 febbraio 2018 | SWR Classic

Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
Più precisamente il 10 aprile del 1953, nella grande sala degli Ordini del castello barocco di Ludwigsburg. A Clara Haskil non rimanevano purtroppo che cinque anni di vita, ma furono tra i più fruttuosi e fra i più calmi della sua esistenza: naturalizzata svizzera, un’agenda d’impegni ben fitta, poté finalmente darsi alla musica senza doversi preoccupare della sopravvivenza o dell’esilio. Di questo periodo conosciamo le registrazioni più prodigiose, Mozart naturalmente e prima di tutto, ma anche repertori allora più rari, come Ravel o Debussy, come testimonia questo documento, in cui d’altronde la pianista evita completamente Mozart. Il pezzo forte è ovviamente la Sonata n. 32 op. 111 di Beethoven, che Haskil suona tutta al contrario di come siamo troppo spesso abituati a sentirla: sotto le sue dita infuria sempre l’incendio, ma lei evita di farne una specie di vulcano perpetuo, il che d’altronde nuocerebbe al discorso. Chissà se la salute cagionevole le richiedeva di risparmiarsi, ma se è così possiamo solo rallegrarcene, quantomeno musicalmente. Il programma continua con cose più trasparenti di Schumann, in particolare le Variazioni sul nome «Abegg», prima di riposare per un po’ dall’altra parte del Reno, con due Studi di Debussy, che Haskil suona come in sogno, la Sonatina di Ravel che sogna come in suono, per chiudere il programma del concerto con un corale di Bach (il Kantor che aveva aperto le danze), e un addio delicato di Schumann, l’Addio alla foresta tratto dalle Scene della foresta. La gran dama del pianoforte preferisce dunque perdere i sensi nella delicatezza e nel silenzio, piuttosto che terminare il concerto su esplosioni di virtuosismo. Uno splendido momento quel 10 aprile 1953! © SM/Qobuz
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Musique de chambre - Uscito il 05 gennaio 2018 | Nimbus Records

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Musique de chambre - Uscito il 01 dicembre 2017 | BIS

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
Sì, sì, è vero: il Quartetto per pianoforte di Schumann e il Quintetto per pianoforte di Brahms sono tra le opere di musica da camera più registrate da decenni, e la discografia può essere orgogliosa dei numerosi e strepitosi successi. È dunque necessario che i quattro (o cinque, secondo l’opera) solisti qui riuniti per l’occasione abbiano qualcosa di molto particolare da offrire! Infatti è proprio così: impeto, romanticismo sfrenato, convizione profonda, insomma, tutto ciò che serve per aggiungere una bella pietra all’edificio brahmso-schumanniano. Il pianista Yevgeny Sudbin è stato acclamato dal Daily Telegraph come «potenzialmente uno dei migliori pianisti del Ventunesimo secolo»– notate la divertente precauzione oratoria del «potenzialmente», ma dobbiamo dire che il potenziale è pienamente usato; il violinista Hrachya Avanesyan ha vinto il primo premio del prestigioso Concorso InternazionalYehudi Menuhin del 2006 seguito, due anni dopo, dal Concorso internazionale Carl Nielsen in Danimarca. Il violista Diemut Poppen studiò con Kim Kashkashian, Yuri Bashmet, Frans Brüggen e Heinz Holliger, prima di lanciarsi in una carriera di strumentista nelle orchestre da camera particolarmente brillante... Il cortese lettore l’avrà capito, c’è di che soddisfare le sue aspettative. © SM/Qobuz
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Duos - Uscito il 17 novembre 2017 | Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 5 Sterne Fono Forum Klassik
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Piano solo - Uscito il 03 novembre 2017 | audite Musikproduktion

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
La RIAS, era la Rundfunk im amerikanischen Sektor, ossia la radio «dell’ovest» a Berlino tra il 1946 e il 1993, che per decenni ha fatto da nesso culturale tra le due Germanie. È in quest’epoca che la RIAS registrò a profusione musicisti venuti da tutte le parti del mondo, come il qui presente Jorge Bolet tra il 1962 e il 1966 (più un’unica traccia con la Fantasia di Chopin nel 1973), circa tre ore di captazioni musicali che rappresentano una buona parte del grande repertorio del famoso pianista cubano all’apice della gloria e della propria arte. Troviamo ovviamente Liszt e Chopin, numerosi pezzi diabolicamente virtuosi di Godowsky (di cui fu allievo nei primi anni trenta) e Moszkowski, come anche i due Libri dei Préludes di Debussy. Una delizia per tutti gli appassionati di questo grande gentleman del pianoforte, soprattutto perché, senza eccezioni, tutte le tracce provengono dalle matrici originali della RIAS, rimasterizzate con un’attenzione particolare alle sonorità, ai contrasti e ai colori (in particolare in Debussy) che il pianista sapeva dare a tutto ciò che suonava. Non possiamo che rimpiangere che esistano soltanto tre ore di Bolet in questa magnifica qualità. © SM/Qobuz
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Piano solo - Uscito il 22 settembre 2017 | naïve classique

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4 étoiles Classica