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Gli album

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Musica sinfonica - Uscito il 10 gennaio 2020 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
È passato molto tempo da quando abbiamo avuto la possibilità di godere di un Concerto di Capodanno di tale qualità, e probabilmente dovremmo guardare indietro fino ai lontani e leggendari concerti guidati da Carlos Kleiber nel 1989 e nel 1992 per poter raggiungere tali vette. Con il lettone Andris Nelsons (conosciuto e apprezzato dalla Philharmoniker) alla direzione, questo primo concerto del 2020 fluisce elegantemente, con una verve ritmica al contempo leggera e implacabile, anche grazie ad una tipologia di brani che ha permesso agli archi viennesi di creare tessuti sonori incredibilmente vellutati e di grande profondità. Andris Nelsons è chiaramente a suo agio con questo repertorio, e propone un approccio molto raffinato a questo progetto: colloca le hit accanto a brani meno noti, tra cui le Contraddanze di Beethoven, che aprono il 2020 - anno dell'anniversario del compositore tedesco - a meraviglia. Nelson scambia giocosamente la sua bacchetta con una tromba, il suo strumento preferito, affascinato dal Postillon Galop di Hans Christian Lumbye, il "Johann Strauss danese". Questo originale programma ci regala Knall und Fall, una polka veloce di Eduard Strauss; Cupido, una deliziosa polka francese (lenta) di Josef Strauss; la Gavotte di Joseph Hellmesberger e altre ghiotte specialità viennesi, per la prima volta nel Concerto di Capodanno. Il caloroso pubblico è stato ben propenso ad ascoltare anche altre opere molto amate, ma più convenzionali: nessuno è rimasto deluso dalla splendida versione della famosa Tritsch-Tratsch-Polka, suonata ad un ritmo quasi diabolico, con un fenomenale virtuosismo dimostrato dai musicisti viennesi, che rimangono gli indiscussi maestri di questo repertorio. © François Hudry/Qobuz
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Estratti d'opera - Uscito il 08 novembre 2019 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Lieder (Germania) - Uscito il 11 ottobre 2019 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Classica - Uscito il 13 settembre 2019 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4F de Télérama - 5 Sterne Fono Forum Klassik
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Assoli per pianoforte - Uscito il 23 agosto 2019 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Musica da camera - Uscito il 10 maggio 2019 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Musica sinfonica - Uscito il 07 gennaio 2019 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
Come ogni anno, il Musikverein di Vienna accoglie nella sua grande sala i musicisti dell’Orchestra filarmonica della capitale! È il tedesco Christian Thielemann che sarà alla bacchetta per questo tradizionale concerto di Capodanno 2019, che si apre con la Schönfeld Marsch op. 422, di Carl Michael Ziehrer. Nominato direttore musicale dei balli della corte imperiale nel 1907, cosa che metteva fine alla dinastia degli Strauss in tale posizione, Ziehrer ha realizzato circa 600 componimenti per orchestra (walzer, polke, marce, ecc.) e 23 operette; al gruppo appartiene questa Schönfeld Marsch. Alla testa dei viennesi per la prima volta, e successore di direttori rinomati (da Daniel Barenboim a Lorin Maazel, passando per Nikolaus Harnoncourt e Gustavo Dudamel), Thielemann conosce bene il repertorio della dinastia Strauss. Per questo concerto, diffuso in 92 paesi, dirige il più bel repertorio dell’epoca straussiana (Künstlerleben op. 316; Die Tänzerin, Polka française op. 227; Lob der Frauen, Polka Mazur op. 315…). © Sandra Dubroca/Qobuz
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Lieder (Germania) - Uscito il 16 novembre 2018 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Gramophone Record of the Month
Molto lontani dai Lied di Schubert, che sono canti secondo la tradizione “popolare” tedesca, generalmente strofici, con accompagnamento subordinato al canto (il che nulla toglie al loro incredibile genio!), quelli di Schumann discenderebbero, per riprendere le parole dello stesso Christian Gerhaher, dalla «drammaturgia lirica»: piccole opere in miniatura, in cui il pianoforte e il canto hanno pari contenuto. Il che non spiega perché i Lied di Schumann siano raramente eseguiti in concerto, all’infuori di qualche ciclo trito e ritrito (soprattutto Myrten, Dichterliebe e Amore e vita di donna). Gerhaher e il suo pianista Gerold Huber hanno attinto, nell’ampio repertorio del genere, opere quasi mai presentate. Solo tre dei cicli eseguiti risalgono al 1840, “l’anno del Lied” (e tra l’altro l’anno del matrimonio, finalmente, finalmente, con Clara Wieck); gli altri riflettono gli ultimi anni di vita del compositore, dopo il 1850, e con quanta nostalgia, e passioni trattenute… Non siamo più affatto nel romanticismo sfrenato dei primi anni, e l’umore è sempre più cupo, il discorso più frammentato, a piccoli tocchi, come abbozzato. Il contrasto da un’epoca all’altra è straordinario. Gerhaher e Huber ci offrono queste eccezionali meraviglie con tutta la reverenza dovuta. © SM/Qobuz
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Sinfonie - Uscito il 26 ottobre 2018 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Gramophone Editor's Choice
Con la Sesta sinfonia «Tragica» del 1904 (il titolo, per una volta, non è un apocrifo o un gimmick editoriale, ma è stato dato proprio dal compositore, alla prima viennese del 1906), Mahler quasi riannoda con il formato classico della sinfonia: niente più voci nella partitura (cosa già iniziata con la Quinta), architettura in quattro movimenti (laddove la Quinta si articola in cinque movimenti strutturati in tre “parti”), assenza di programma o di contenuto filosofico. Certo, l’orchestra è sempre immensa, con legni a quattro, otto corni, sei trombe, senza dimenticare un arsenale impressionante di percussioni fra cui i campanacci alpestri, il martello e lo xilofono, che d’altronde Mahler non userà mai più; il compositore contribuisce qui a sigillare la tendenza tardo-romantica di opere gigantesche per orchestre titaniche. Bisogna dire che nell’ultimo movimento, della durata di almeno mezz’ora e dall’argomento effettivamente tragico, irreversibile nella sua oscurità, c’era di che spaventare la critica di allora, che trovò l’opera alquanto gonfiata. Sta dunque ai direttori d’orchestra fare in modo che la partitura sia più trasparente possibile, le linee contrappuntistiche leggibili, i colori orchestrali percettibili attraverso l’immensità dei ripieni. Con la sua MusicAeterna, Teodor Currentzis si lancia nell’avventura. © SM/Qobuz
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Assoli per pianoforte - Uscito il 05 ottobre 2018 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4F de Télérama - Gramophone Editor's Choice - 5 Sterne Fono Forum Klassik
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Assoli per pianoforte - Uscito il 07 settembre 2018 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
La musica di Fryderyk Chopin parla al cuore del grande pianista norvegese come fanno pochi altri compositori. Per lui, le Ballate sono una specie di compendio della diversità delle emozioni, dell’afflato epico e della bellezza melodica del compositore polacco. «Non conosco un altro compositore che sappia toccarmi in questo modo», confessa Leif Ove Andsnes. Con la scelta d’incidere per il nuovo album le quattro Ballate con tre Notturni, selezionati come intermezzi per creare contrasto e spezzare con la rêverie il tono epico delle Ballate, Andsnes desidera presentare un autoritratto di Chopin e, allo stesso tempo, di se stesso.Innamorato fin dall’adolescenza di questo corpus quasi letterario, Leif Ove Andsnes aveva atteso di poter incidere queste quattro Ballate come si accarezza un sogno di lunga data. Dopo un disco appassionante ed estremamente riuscito, dedicato ad opere di Sibelius, ecco che si è infine deciso a registrare le opere che hanno accompagnato tutta la sua carriera. Sensibile all’atmosfera dei luoghi, Leif Ove Andsnes ha cercato il posto ideale per realizzare quest’incisione cui tiene tanto. Fuori questione, per lui, tornare allo studio Teldex di Berlino, che manca d’intimismo. Alla fine è nella Sendesaal di Brema che il pianista ha trovato l’acustica ideale, particolarmente ben isolata e fonte d’ispirazione. Ecco, forse, perché il nuovo album suona con accenti di verità tipici di una serena maturità, e perché il pianoforte, magnificamente intonato, canta con un’intensità tale. © François Hudry/Qobuz
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Musica da camera - Uscito il 17 agosto 2018 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Gramophone Editor's Choice
Come sarebbe a dire, Sei evoluzioni? Titolo interessante, persino esoterico… Il violoncellista Yo-Yo Ma, che non dobbiamo più presentare dopo circa cinque decenni di carriera planetaria, firma qui la sua terza (ed ultima, dice) incisione delle Suite per violoncello solo di Bach. La prima, da ventenne, scatenò entusiasmo, la seconda, sulla quarantina, scatenò emozione: cosa scatenerà questa visione finale sulla sessantina ben inoltrata? Serenità e gioia, senz’alcun dubbio, il compimento di una tripla evoluzione discografica. Detto questo, non si spiegano ancora le Sei evoluzioni, e bisogna andare a scavare in un recesso del libretto d’accompagnamento per trovare un’indicazione, che in realtà non è affatto illuminante, visto che non comporta alcun chiarimento: 1) La nature en jeu, 2) Voyage vers la lumière, 3) Célébration, 4) Construction/Élaboration, 5) Lutte pour l’espoir, e 6) Épiphanie. Beh… Comunque sia, e nonostante la dichiarazione (e la qualità straordinaria di quest’interpretazione), ci diamo appuntamento verso il 2038 per vedere se decide ugualmente di riproporre una lettura degli ottant’anni! © SM/Qobuz
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Concerti per violino - Uscito il 22 giugno 2018 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
Se il Primo concerto di Max Bruch è stato inciso, reinciso e sovra-inciso fino a non poterne più, non si può dire lo stesso dell’elegantissima Fantasia scozzese dello stesso Bruch. Ed ecco Joshua Bell, nuovo direttore musicale dell’Academy of St. Martin in the Fields, allo stesso tempo al violino e alla testa dell’ensemble per offrirci sia il Concerto (che aveva registrato circa trent’anni fa con Marriner) che la Fantasia, per lui una prima discografica. Questa Fantasia, scritta nel 1880 dopo il Secondo concerto, fu dedicata a Sarasate, certo, ma alla prima fu interpretata da Joachim. Il compositore vi tesse un’infinita eleganza di forme, di temi, d’impressioni melodiche scozzesi reali o immaginarie. Joshua Bell, egli stesso di vicina ascendenza scozzese, naviga come un salmone selvaggio in queste limpide acque dei loch e dei torrenti delle highland, mentre l’orchestra, visibilmente trasportata, gli offre una cornice di grande bellezza. © SM/Qobuz
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Concerti per tastiera - Uscito il 10 novembre 2017 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4 étoiles Classica - 5 Sterne Fono Forum Klassik
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Assoli per pianoforte - Uscito il 27 ottobre 2017 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Choc de Classica - 5 Sterne Fono Forum Klassik - 5 Sterne Fono Forum Jazz
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Classica - Uscito il 06 ottobre 2017 | Sony Classical

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Estratti d'opera - Uscito il 06 ottobre 2017 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Choc de Classica
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Classica - Uscito il 22 settembre 2017 | Sony Classical

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Classica - Uscito il 15 settembre 2017 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 5 Sterne Fono Forum Klassik
Il più francofono (e francofilo) dei tenori tedeschi fa sue alcune perle del repertorio francese, non solo grandi successi – primo fra tutti «La fleur que tu m’avais jetée» – ma anche, e anzi soprattutto, perle rare scovate in Meyerbeer, Berlioz, Thomas o Lalo. Jonas Kaufmann, perché è di lui che stiamo parlando, è riuscito ad acquisire una pronuncia francese assolutamente impeccabile, in uno stile altrettanto impeccabile, privo di certe turpitudini tipiche dell’opera italiana – inflessioni, mormorii, singhiozzi, dittonghi perniciosi, corone sui do di petto ecc. – che tanti tenori (italiani, ok, ma anche francesi, comprese alcune star…) impongono a questa musica che non le sopporta più di tanto. La voce quasi baritonale di Kaufmann conferisce ai ruoli una mascolinità diversa (senza che ciò sia né una qualità né un difetto, ma solo una caratteristica fondamentale), una profondità che i ruoli di Nadir, Don José o Werther desiderano fortemente. Peraltro, la gamma dinamica di Kaufmann, dal più ampio fortissimo al più soave sottovoce, finanche negli acuti, è una gioia per le orecchie. Ad affiancarlo nel duetto dei Pescatori di perle c’è il grandioso Ludovic Tézier, mentre Sonia Yoncheva risponde nel ruolo della tenera Manon – sebbene il francese di quest’ultima resti ancora da perfezionare... © SM/Qobuz
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Classica - Uscito il 14 ottobre 2016 | Sony Classical

Hi-Res Riconoscimenti 5 de Diapason