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Gli album

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Assoli per violoncello - Uscito il 06 settembre 2019 | harmonia mundi

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Duetti - Uscito il 23 agosto 2019 | harmonia mundi

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4F de Télérama
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Classica - Uscito il 02 agosto 2019 | BIS

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Cantate sacre - Uscito il 14 giugno 2019 | Ricercar

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Gramophone Editor's Choice
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Musica da camera - Uscito il 07 giugno 2019 | Warner Classics

Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
Trent’anni dopo la sua morte prematura, il clavicembalista e organista americano Scott Ross è sempre presente nel cuore dei melomani. Il suo nome resta legato alla registrazione maratoneta delle cinquecentocinquanta sonate per clavicembalo di Domenico Scarlatti che aveva realizzato per i dischi Erato. È su questo slancio che Scott Ross aveva intrapreso la registrazione dell’integrale delle opere per tastiera (clavicembalo e organo) di Johann Sebastian Bach, ma la morte ha deciso altrimenti. Questa nuova pubblicazione-omaggio riprende le registrazioni esistenti alle quali vengono integrati alcuni inediti provenienti da radio francesi, svizzere e canadesi, e comprende concerti o registrazioni sia al clavicembalo che all’organo. Questo ensemble eterogeneo trovò la sua coerenza grazie alla rimasterizzazione delle diverse fonti ad opera di Christophe Hénault, dello Studio Art & Son. La gioia di ritrovare l’interpretazione intensa, fantasiosa e colorata di Scott Ross soddisferà i suoi numerosi ammiratori sia in quanto solista, in duetto con la sua ex professoressa Huguette Grémy-Chauliac o ancora con l’ensemble Mosaïques diretto da Christophe Coin. © François Hudry/Qobuz
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Assoli per pianoforte - Uscito il 24 maggio 2019 | Le Palais des Dégustateurs

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Choc de Classica
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Classica - Uscito il 12 aprile 2019 | harmonia mundi

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 5 étoiles de Classica
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Musica da camera - Uscito il 05 aprile 2019 | Passacaille

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Messe, Passioni, Requiem - Uscito il 05 aprile 2019 | Rondeau

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Classica - Uscito il 22 marzo 2019 | La Dolce Volta

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4F de Télérama - Gramophone Editor's Choice
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Concerti per violino - Uscito il 15 marzo 2019 | harmonia mundi

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Gramophone Editor's Choice - 5 Sterne Fono Forum Klassik
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Cantate sacre - Uscito il 08 marzo 2019 | Alpha

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Musica vocale sacra - Uscito il 22 febbraio 2019 | Warner Classics

Riconoscimenti 5 de Diapason
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Assoli per pianoforte - Uscito il 04 gennaio 2019 | Chandos

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Musica da camera - Uscito il 01 ottobre 2018 | Aeolus

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Musica da camera - Uscito il 26 ottobre 2018 | Deutsche Grammophon (DG)

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Gramophone Editor's Choice - 5 étoiles de Classica
Nella lunga carriera che gli è valsa il soprannome di “principe dei violinisti barocchi”, Giuliano Carmignola ha sviluppato una concezione notevole delle opere per violino solo di Bach. Carmignola, allievo di Szeryng e Milstein, suona questo repertorio con una comprensione che procede dall’interno, creando una sensazione d’improvvisazione e spontaneità, pur restando fedele, ovviamente, alla lettera di Bach. Usa un vibrato discreto ma ben presente (diversamente da certi baroccheggianti che se ne affrancano molto più) e preferisce accostarsi al ritmo in modo libero, a vantaggio di un’espressività che valorizza tutti i colori e le sottigliezze delle frasi di Bach. Il suo modo di suonare è allo stesso tempo influenzato dalle pratiche storiche di esecuzione, come enunciate dalla musicologia moderna, ma anche profondamente originale, lirico e commovente. Per la cronaca, le tre Sonate e le tre Partite risalgono agli anni Venti del Settecento, l’epoca dei grandi capolavori strumentali: i Brandeburghesi, il Primo Libro del Clavicembalo ben temperato e le Suite per violoncello. La forma delle sonate è quella delle sonate di chiesa: quattro movimenti, lento-rapido-lento-rapido; quella delle partite attinge alla suite di danze all’antica in cinque, sei, perfino otto movimenti. © SM/Qobuz
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Assoli per violino - Uscito il 05 ottobre 2018 | Decca Music Group Ltd.

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Gramophone Record of the Month
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Cantate sacre - Uscito il 21 settembre 2018 | Phi

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
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Musica da camera - Uscito il 17 agosto 2018 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Gramophone Editor's Choice
Come sarebbe a dire, Sei evoluzioni? Titolo interessante, persino esoterico… Il violoncellista Yo-Yo Ma, che non dobbiamo più presentare dopo circa cinque decenni di carriera planetaria, firma qui la sua terza (ed ultima, dice) incisione delle Suite per violoncello solo di Bach. La prima, da ventenne, scatenò entusiasmo, la seconda, sulla quarantina, scatenò emozione: cosa scatenerà questa visione finale sulla sessantina ben inoltrata? Serenità e gioia, senz’alcun dubbio, il compimento di una tripla evoluzione discografica. Detto questo, non si spiegano ancora le Sei evoluzioni, e bisogna andare a scavare in un recesso del libretto d’accompagnamento per trovare un’indicazione, che in realtà non è affatto illuminante, visto che non comporta alcun chiarimento: 1) La nature en jeu, 2) Voyage vers la lumière, 3) Célébration, 4) Construction/Élaboration, 5) Lutte pour l’espoir, e 6) Épiphanie. Beh… Comunque sia, e nonostante la dichiarazione (e la qualità straordinaria di quest’interpretazione), ci diamo appuntamento verso il 2038 per vedere se decide ugualmente di riproporre una lettura degli ottant’anni! © SM/Qobuz
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Concerti per violino - Uscito il 08 giugno 2018 | Deutsche Grammophon (DG)

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason
Già la stampa lo fa suo: «il nuovo Menuhin», «stoffa da star», «l’archetto prodigio»… Se Daniel Lozakovich, diciassette anni, ha la testa fra le stelle, ha però i piedi ben piantati a terra. Con una maturità stupefacente, sa come gestire una carriera che percepisce luminosa. Nato in Svezia da una famiglia proveniente dall’ex-URSS, impara il violino nel 2007 all’età di sei anni. Due anni dopo suona il primo concerto sotto la direzione di Vladimir Spivakov. Seguirà la difficile ricerca per trovare un insegnante che «non cambierà la sua musicalità ma lo renderà più forte». Daniel Lozakovich vive attualmente a Ginevra, dove studia con Eduard Wulfson, un pedagogo incontrato al Festival di Verbier e che insegna in privato. Ed è a quel festival, che dà spazio ai giovani talenti, che l’adolescente incontra Valerij Gergiev, il quale lo prende immediatamente sotto la propria ala protettrice ed emancipatrice. A contratto per la Deutsche Grammophon (DG), Daniel Lozakovich inciderà prossimamente con il suo mentore il Concerto in re maggiore di Beethoven, «un’opera la cui struttura è tanto limpida», dice, «ma la cui musica è tanto difficile».Daniel Lozakovich ascolta molti dischi per perfezionare la tecnica e le conoscenze musicali. Impara molto dall’ascolto dei grandi maestri del passato, specie Bruno Walter, di cui ama il senso del dettaglio, il suono che ottiene dall’orchestra e i fraseggi cantati. Un gusto che la dice lunga sulle inclinazioni di questo giovanissimo musicista, che scopriamo qui nel suo primo disco, dedicato a Bach. Ascoltando la Seconda Partita (con la sua Ciaccona strutturata tanto bene) ed i Concerti in mi maggiore e in la minore, siamo subito conquistati dalla solidità della sua concezione, da una sonorità di grande bellezza, con lunghi fraseggi e un discorso costantemente espressivo. I suoi genitori, che assolutamente non sono musicisti, avrebbero voluto che diventasse un grande tennista, ma il destino ha voluto altrimenti, perché quest’adolescente deciso, dal sorriso luminoso, ha semplicemente ricevuto in eredità la grazia. © François Hudry/Qobuz