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Gli album

1057 album selezionati per Data: Dal più recente al meno recente
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Musica da camera - Uscito il 03 luglio 2020 | Accent

Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4 étoiles Classica
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Trii - Uscito il 16 novembre 2018 | NoMadMusic

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 4 étoiles Classica
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Musica sinfonica - Uscito il 25 maggio 2018 | NoMadMusic

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 4 étoiles Classica
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Jazz - Uscito il 28 marzo 2018 | Fremeaux Heritage

Riconoscimenti 4 étoiles Classica
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Concerti per tastiera - Uscito il 23 febbraio 2018 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 4F de Télérama - 4 étoiles Classica
Per il suo primo album con l’etichetta Sony Classical, Adam Laloum ritorna ad uno dei suoi compositori preferiti. Vi si era distinto con la prima incisione del 2011 per Mirare, la quale conteneva quattro opere salienti del compositore: le Variazioni su un tema originale op. 21 n. 1, i meravigliosi e troppo poco suonati Klavierstücke dell’op. 76, le due Rapsodie op. 79 e gli Intermezzi op. 117. Nessuno stupore che esponga oggi la sua visione dei Concerti di Brahms. Sony Classical ha messo a sua disposizione mezzi formidabili: una delle migliori orchestre tedesche – la Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin – ed uno dei giovanissimi lupi della direzione d’orchestra, venuto dall’Asia (ma già ben noto in Europa, come testimoniano svariate collaborazioni con l’Orchestre de la Suisse Romande per Pentatone), si sono uniti a lui in due occasioni, nell’agosto e nell’ottobre del 2016, nella Großer Sendesaal della Radio di Berlino, per quello che possiamo immaginare sia stato un sogno d’infanzia per il giovane francese. Un’esperienza fantastica! © 2018 Théodore Grantet/Qobuz
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Assoli per violino - Uscito il 12 gennaio 2018 | Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - Gramophone Editor's Choice - 4 étoiles Classica
Prima o poi, nel corso della carriera, qualunque violinista che si rispetti (ed anche gli altri) sogna di suonare e, perché no, di registrare i 24 Capricci di Paganini. È quanto ha appena fatto il violinista superstar tedesco Augustin Hadelich (1984 -), oramai un habitué delle orchestre di Boston, Chicago, Cleveland, Los Angeles, New York, Philadelphia, San Francisco, Londra, Monaco e Salisburgo, con le quali si produce nei più grandi concerti della letteratura, ma anche in un repertorio più raro e contemporaneo, di cui si fa volentieri paladino. Hadelich affronta questi 24 Capricci, che Paganini scrisse nell’arco di una quindicina d’anni, dal 1802 al 1817, senza prevedere di farne un vero e proprio ciclo – e men che meno un programma da suonare in un concerto solo; d’altronde pare che egli stesso non li abbia mai eseguiti in pubblico – come altrettante piccole opere italiane (ma anche francesi, nel genere del grand opéra) concentrate in pochi minuti ciascuna, dal tragico grandioso meyerbeeriano o spontiniano al più leggero rossiniano, con una vera e propria visione lirica, vocale, più lontana possibile dal virtuosismo puro e dimostrativo. A trentatré anni, Hadelich fa prova qui di una maturità costante, ma anche di un’umiltà e di un senso dell’esperienza che ci aspetteremmo piuttosto da un musicista ben più adulto. © SM/Qobuz
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Musica vocale (sacra e profana) - Uscito il 12 gennaio 2018 | Deutsche Grammophon (DG)

Libretto Riconoscimenti 4 étoiles Classica
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Musica sinfonica - Uscito il 12 gennaio 2018 | Deutsche Grammophon (DG)

Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4 étoiles Classica
Si tratta d’incisioni mozartiane realizzate da Ferenc Fricsay alla testa dell’Orchestra della RIAS di Berlino, l’attuale Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, di cui fu direttore musicale dal 1948 al 1954, poi dal 1959 fino alla prematura morte nel 1963. Per la precisione, le registrazioni risalgono al 1951 e al 1952, ancora in mono quindi (attenzione, amanti dell’hi-fi); la maggior parte fu effettuata in studio, le ultime, poche, in concerto. Troviamo qui praticamente tutte le sinfonie di gioventù di Mozart, dalla n. 1 fino alla n. 9, più la n. 23 e la n. 27; inoltre, numerose serenate e cassazioni, alcuni concerti più insoliti – il Concerto per fagotto e la Sinfonia concertante per oboe, clarinetto, corno e fagotto –, un’aria delle Nozze con Suzanne Danco e un duetto del Don Giovanni con Danco e Rita Streich. Le impeccabili prese del suono della Radio berlinese, sebbene in mono, testimoniano l’immensa musicalità e la vitalità di questo direttore d’orchestra, allievo di Bartók (di cui fu l’indefettibile paladino) e Kodály, scomparso all’irragionevole età di 48 primavere. © SM/Qobuz
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Musica da camera - Uscito il 05 gennaio 2018 | Chandos

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 4 étoiles Classica
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Musica sinfonica - Uscito il 01 dicembre 2017 | Evidence

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4 étoiles Classica
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Opere integrali - Uscito il 24 novembre 2017 | Warner Classics

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - 4F de Télérama - Gramophone Record of the Year - Gramophone Award - Gramophone Record of the Month - Victoire de la musique - 4 étoiles Classica
Si potranno perdonare molto volentieri alcune delle «debolezze» dell’audio di questa registrazione di Les Troyens di Berlioz (realizzata in diretta e in concerto nel mese di aprile 2017, l’immenso affresco che conosciamo, in favore della qualità musicale e vocale di primissima qualità del palcoscenico (che comporta una bella maggioranza di voci francesi, Stéphane Degout in testa), dell’Orchestra Filarmonica di Strasburgo e dei tre cori riuniti –poiché l’opera comporta degli immensi flutti di fondo corali– che sono il coro dell’Opera Nazionale del Reno, il coro dell’opera Nazionale di Baden-Baden, e i cori della Filarmonica di Strasburgo. La registrazione che vi proponiamo si basa ovviamente sull’edizione completa originale, che permette di ascoltare Les Troyens così come l’opera si presentava nel 1863, prima che il Théâtre-Lyrique, tramite un’operazione di importanti tagliuzzamenti, facesse degli Atti I e II da un lato e degli Atti III e IV dall’altra, due opere distinte (La Prise de Troie e Les Troyens à Carthage) che non rendevano affatto giustizia all’intero spartito. Si potrà assaporare ovviamente la ricchissima invenzione orchestrale di Berlioz il quale, a ogni nuova opera, inventava senza sosta, presentando in qualche modo dei prototipi avanguardisti senza mai riposare sugli allori del passato. Da notare la presenza di sei filicorni, appena inventati da Adolphe Sax (di cui Berlioz fu l’infaticabile difensore, anche se non integrerà affatto questi strumenti nei suoi spartiti, probabilmente a causa della pessima qualità dei primi strumentisti che seppero o meno come suonarli), del clarinetto basso, e d’un esercito di percussioni tra le quali alcuni strumenti che all’epoca erano senz’altro rari: cembali antichi, darabouka, tam-tam, tamburi del tuono… Ecco una registrazione che, ovviamente, a partir da questo momento segna una svolta nella discografia berlioziana. © SM/Qobuz
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Concerti per tastiera - Uscito il 03 novembre 2017 | Sony Classical

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4 étoiles Classica - 5 Sterne Fono Forum Klassik
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Concerti per tastiera - Uscito il 10 novembre 2017 | Mirare

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 4 étoiles Classica
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Opere integrali - Uscito il 12 gennaio 2018 | Decca Music Group Ltd.

Hi-Res Libretto Riconoscimenti Diapason d'or - 4 étoiles Classica - Preis der deutschen Schallplattenkritik
Fino a poco tempo fa, Germanico in Germania di Porpora è rimasto nascosto nei sotterranei di polverose biblioteche, ad eccezione di una manciata di arie eseguite qua e là. Eppure, da vivo, Porpora era altrettanto noto come insegnante di canto (uno dei suoi discepoli non fu altri che Farinelli) che come compositore; non c’è quindi da stupirsi che questa partitura sia un vero e proprio festival di fuochi d’artificio vocali, del tutto degno di essere resuscitato. In quanto compositore, la reputazione di Porpora si diffuse rapidamente per l’Italia, in particolare a Venezia, dove fu «maestro delle figlie del coro» all’Ospedale degli Incurabili dal 1726 al 1733, poi a Roma, dove mise in scena Germanico in Germania nel febbraio del 1732. Nella città eterna, per ordine del Papa, le opere dovevano essere cantate da soli uomini: la distribuzione dei ruoli, all’epoca, fu un evento da star dell’ugola. A quanto pare, al compositore piaceva portare i cantanti all’estremo delle loro capacità virtuosistiche: impiegò quindi ogni artificio, ogni malizia vocale possibile ed immaginabile. Il ruolo di Germanico era cantato dal navigatissimo castrato Domenico Annibali, mentre i ruoli in travesti (che eseguivano parti femminili) erano affidati a cantanti più giovani, all’inizio della carriera. Per quest’incisione, naturalmente, niente castrati né ruoli in travesti. Il divo Max Emanuel Cenčić assume il ruolo di controtenore, mentre quelli delle signore sono affidati a signore, in una splendida distribuzione accompagnata dall’esemplare Capella Cracoviensis, che dirige Jan Tomasz Adamus. © SM/Qobuz
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Musica sinfonica - Uscito il 13 ottobre 2017 | Decca Music Group Ltd.

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 4 étoiles Classica
This live recording is being billed as a kind of youth-in-old-age romp from the 76-year-old Martha Argerich and the 82-year-old Seiji Ozawa. And so it is. In the Piano Concerto No. 1 in C major of Beethoven, Op. 15, Argerich, despite talk that she is slowing down, is fully her playful self, and a bit of sampling anywhere that soloist and orchestra are both active should convince you of the joy that comes from hearing a soloist and conductor who have done this often enough to have a sixth sense of what's coming from the other, and to act on that knowledge on the fly. This is an unusually strong performance of this concerto, actually Beethoven's second, that catches its brashness and its sense of breaking the mold at every turn. But there's an even better aspect to the album: it's one of just a few documents recording the collaboration between Ozawa and Japan's Mito Chamber Orchestra, an organization he helped found, for which he recruited the musicians, and which he has continued to conduct even as his high-flying international career has continued. The group does not have the pristine sound one may associate with Japanese groups, and that may be all to the good: it is brisk, fresh, and, in Ozawa's hands, a bit brusque. It also has a fabulous sense of ensemble in the Beethoven Symphony No. 1 in C major, Op. 21, which you may find even more compelling than the concerto: the tension in the opening movement from the very first unexpected subdominant harmony reflects the implications of that opening better than other recordings out there. A real find, and a little landmark in Japanese music-making. © TiVo
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Musica sinfonica - Uscito il 17 novembre 2017 | ECM

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 4 étoiles Classica - 5 Sterne Fono Forum Klassik
It is not only today that there are affinities between contemporary music and early music; Stravinsky famously cultivated the connection, and conductor and 12-tone composer Bruno Maderna was a student of Gian Francesco Malipiero, who pioneered the early music movement in Italy. It is quite novel today to hear early music through the ears of someone aware of the musical past but unacquainted with the idea of historical performance. Most of Now, and Then consists of transcriptions of early works by Maderna, and they are unusual, both in the selection and in the procedure. Maderna includes works not only by Girolamo Frescobaldi and Giovanni Gabrieli, but also by the lesser-known Giovanni Legrenzi and Ludovico Viadana, and even the totally unknown Dutch official/composer Unico Wilhelm van Wassenaer, some of whose music was once attributed to Pergolesi (and was recycled in Stravinsky's Pulcinella). As will be seen, these works, all nominally from the Baroque, range over 150 years and include polyphony, dances, and concerted pieces from the later Baroque. Maderna is not concerned in the least with authenticity and embroiders the music freely, but neither is his stance Romantic: he uses a variety of techniques to delineate the structures of the pieces in unexpected ways. The overall effect is that you hear something ineffably modern even though it's rooted in the past; although Maderna does not depart from his models as Stravinsky does, the experience of hearing these pieces is similar. The switch to Berio's completely modernist Chemins V, a transcription of Sequenza XI for guitar, is jarring although the presenters justify it by saying that it, like the Maderna works, is a transcription. This release, beautifully played by the Orchestra della Svizzera Italiana under Dennis Russell Davies, offers something of a byway of 20th century music, but it's of considerable interest to those concerned with the first stages of the early music movement. © TiVo
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Classica - Uscito il 27 ottobre 2017 | Brilliant Classics

Libretto Riconoscimenti 4 étoiles Classica
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Classica - Uscito il 13 ottobre 2017 | Mirare

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 4F de Télérama - 4 étoiles Classica - 5 Sterne Fono Forum Klassik
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Classica - Uscito il 06 ottobre 2017 | Deutsche Grammophon (DG)

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 4 étoiles Classica - 5 Sterne Fono Forum Klassik
Di primo acchito si pensa: «ok… l’ennesima registrazione dei due concerti di Chopin», poi si legge anteprima discografica mondiale. Strano, no? Eppure, è la sacrosanta verità, poiché con anteprima mondiale si intendono gli arrangiamenti nuovi di zecca realizzati da Mikhail Pletnev. Arrangiamenti che valorizzano l’aspetto molto più cameristico dell’accompagnamento, il quale, è vero, risulta un tantino spento e convenzionale nella versione che si conosce da quasi due secoli. Pletnev ha «rinfoltito» il discorso, limato certe asperità, senza tuttavia cambiare nemmeno una nota: la parte al pianoforte resta invariata, idem l’orchestra in cui nulla è cambiato a parte l’attribuzione strumentale. Oltre al restyling di questi due concerti, il pianista Daniil Trifonov ci regala un bel po’ di omaggi resi a Chopin da musicisti a lui contemporanei o successori: Schumann, che però non si vide mai ricambiare l’ammirazione da parte del compositore polacco, Grieg, Barber, Tchaikovsky, e, soprattutto, la splendida serie di variazioni su un tema di Chopin eseguita da Mompou. Insomma, cambia la forma ma non la sostanza, come si suol dire, ma sempre per il meglio, ci verrebbe da aggiungere. © SM/Qobuz
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Estratti d'opera - Uscito il 06 ottobre 2017 | BR-Klassik

Hi-Res Libretto Riconoscimenti 5 de Diapason - 4 étoiles Classica