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Avishai Cohen|Shifting Sands

Shifting Sands

Avishai Cohen, Elchin Shirinov, Roni Kaspi

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24-Bit 96.0 kHz - Stereo

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Capace di affermarsi e ampliare progressivamente la cerchia dei suoi estimatori esplorando nel corso degli anni formule orchestrali allargate e ibride, espandendo le strumentazioni e i riferimenti alle culture musicali di tutto il mondo (Aurora, Seven Seas, Two Roses), Avishai Cohen ama comunque tornare con regolarità alle basi, soprattutto con il tradizionale trio pianoforte/contrabbasso/batteria, che gli è valso un ingresso folgorante nel mondo del jazz moderno all’alba degli anni 2000. Dapprima con Sam Barsh al pianoforte e Mark Guiliana alla batteria, e successivamente - raggiungendo un equilibrio quasi perfetto - con Shai Maestro e Itamar Douari. Negli ultimi anni ha sperimentato una sorta di instabilità nella sua composizione, costantemente alla ricerca di quella coesione organica al servizio della melodia che è la forza e l'originalità del trio.

Se il suo nuovo album, intitolato Shifting Sands, può essere tranquillamente collocato tra i maggiori successi della sua discografia, è perché Avishai Cohen, che ha raccolto il pianista Elchin Shirinov e il giovane prodigio israeliano della batteria Roni Kaspi attorno al suo contrabbasso, sembra aver finalmente trovato il tandem di partner che gli mancava per rimettersi in gioco e dare alla sua poetica una seconda giovinezza. Infatti, ritroviamo gli elementi di una grammatica ormai consolidata (purezza delle linee melodiche, diversità dei motivi ritmici, precisione maniacale dei groove), ma il modo vivace, nervoso, concentrato, profondamente organico con cui il trio se ne appropria elude ogni aspettativa e spazza via tutte le distrazioni, facilonerie o sdolcinatezze che a volte hanno intaccato la riuscita di alcune delle precedenti produzioni del contrabbassista. Qui ritorna all’urgenza e al lirismo di una musica dalla traiettoria chiara e consapevole, con forme disegnate tanto precisamente quanto volontariamente semplici, interamente rivolte alla forza emotiva, all’energia della danza e a una certa forma di sensualità malinconica che conferisce una profondità incomparabile a questa dimostrazione di virtuosismo. © Stéphane Ollivier/Qobuz

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Shifting Sands

Avishai Cohen

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1
Intertwined
00:05:40

Avishai Cohen, Composer, MainArtist - Elchin Shirinov, MainArtist - Roni Kaspi, MainArtist

2022 naïve 2022 naïve

2
The Window
00:04:34

Avishai Cohen, Composer, MainArtist - Elchin Shirinov, MainArtist - Roni Kaspi, MainArtist

2022 naïve 2022 naïve

3
Dvash
00:07:05

Avishai Cohen, Composer, MainArtist - Elchin Shirinov, MainArtist - Roni Kaspi, MainArtist

2022 naïve 2022 naïve

4
Joy
00:05:27

Avishai Cohen, Composer, MainArtist - Elchin Shirinov, MainArtist - Roni Kaspi, MainArtist

2022 naïve 2022 naïve

5
Below
00:04:30

Avishai Cohen, Composer, MainArtist - Elchin Shirinov, MainArtist - Roni Kaspi, MainArtist

2022 naïve 2022 naïve

6
Shifting Sands
00:06:45

Avishai Cohen, Composer, MainArtist - Elchin Shirinov, MainArtist - Roni Kaspi, MainArtist

2022 naïve 2022 naïve

7
Chacha Rom
00:03:23

Avishai Cohen, Composer, MainArtist - Elchin Shirinov, MainArtist - Roni Kaspi, MainArtist

2022 naïve 2022 naïve

8
Hitragut
00:04:15

Avishai Cohen, Composer, MainArtist - Elchin Shirinov, MainArtist - Roni Kaspi, MainArtist

2022 naïve 2022 naïve

9
Videogame
00:04:14

Avishai Cohen, Composer, MainArtist - Elchin Shirinov, MainArtist - Roni Kaspi, MainArtist

2022 naïve 2022 naïve

10
Kinderblock
00:05:11

Avishai Cohen, Composer, MainArtist - Elchin Shirinov, MainArtist - Roni Kaspi, MainArtist

2022 naïve 2022 naïve

Descrizione dell'album

Capace di affermarsi e ampliare progressivamente la cerchia dei suoi estimatori esplorando nel corso degli anni formule orchestrali allargate e ibride, espandendo le strumentazioni e i riferimenti alle culture musicali di tutto il mondo (Aurora, Seven Seas, Two Roses), Avishai Cohen ama comunque tornare con regolarità alle basi, soprattutto con il tradizionale trio pianoforte/contrabbasso/batteria, che gli è valso un ingresso folgorante nel mondo del jazz moderno all’alba degli anni 2000. Dapprima con Sam Barsh al pianoforte e Mark Guiliana alla batteria, e successivamente - raggiungendo un equilibrio quasi perfetto - con Shai Maestro e Itamar Douari. Negli ultimi anni ha sperimentato una sorta di instabilità nella sua composizione, costantemente alla ricerca di quella coesione organica al servizio della melodia che è la forza e l'originalità del trio.

Se il suo nuovo album, intitolato Shifting Sands, può essere tranquillamente collocato tra i maggiori successi della sua discografia, è perché Avishai Cohen, che ha raccolto il pianista Elchin Shirinov e il giovane prodigio israeliano della batteria Roni Kaspi attorno al suo contrabbasso, sembra aver finalmente trovato il tandem di partner che gli mancava per rimettersi in gioco e dare alla sua poetica una seconda giovinezza. Infatti, ritroviamo gli elementi di una grammatica ormai consolidata (purezza delle linee melodiche, diversità dei motivi ritmici, precisione maniacale dei groove), ma il modo vivace, nervoso, concentrato, profondamente organico con cui il trio se ne appropria elude ogni aspettativa e spazza via tutte le distrazioni, facilonerie o sdolcinatezze che a volte hanno intaccato la riuscita di alcune delle precedenti produzioni del contrabbassista. Qui ritorna all’urgenza e al lirismo di una musica dalla traiettoria chiara e consapevole, con forme disegnate tanto precisamente quanto volontariamente semplici, interamente rivolte alla forza emotiva, all’energia della danza e a una certa forma di sensualità malinconica che conferisce una profondità incomparabile a questa dimostrazione di virtuosismo. © Stéphane Ollivier/Qobuz

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