Categorie:
Carrello 0

Il tuo carrello è vuoto

Jessica Pratt - Quiet Signs

Mes favoris

Cet élément a bien été ajouté / retiré de vos favoris.

Quiet Signs

Jessica Pratt

Streaming illimitato

Ascolta subito questo album in alta qualità sulle nostre app

Inizia il mio periodo di prova e riproduci l'album

Goditi questo album sulle app Qobuz con il tuo abbonamento

Resgistrati

Goditi questo album sulle app Qobuz con il tuo abbonamento

Download digitale

Seleziona la qualità audio

Per avere diritto a questo prezzo, abbonati a Sublime+

Alla fine di una prova, un’attrice di teatro assiste alla morte di un’ammiratrice isterica, investita da una macchina mentre osservava il suo idolo che se ne andava. L’incidente la segna a tal punto che sprofonda in un terribile sgomento. È la scena iniziale interpretata da Gena Rowlands in Opening Night di John Cassavetes. Un film del 1977 che ha segnato profondamente anche Jessica Pratt tanto da influenzarla su Quiet Signs, il cui primo pezzo si intitola per l’appunto Opening Night… Questo terzo album della cantante americana sarebbe tra l’altro potuto uscire nel 1977, nel 1968 o anche nel 1973. Ma alla fine uscirà nel 2019. Essere atemporale, non alla portata di tutti, Pratt si serve della sua non appartenenza ad uno spazio-tempo specifico per meglio far perdere le proprie tracce. Perfino la sua voce, una delle più commoventi e particolari del momento, è uno spirito libero. Si tratta forse della voce di una bambina che si confessa a Babbo Natale? Quella di una fata irreale? Quella di una vecchia errante in una città fantasma? Tutt’e tre insieme probabilmente … Tutt’intorno, la californiana trentenne chiude drappeggi di folk da camera, ravvivati da un semplice flauto, da una chitarra acustica, da un organo vintage, da alcuni strumenti a corde o da un pianoforte. Ci viene in mente la dimenticata Linda Perhacs, Vashti Bunyan, Sibylle Baier e anche Karen Dalton. Molto più vicina a noi, Joanna Newsom. Insomma, soprattutto quelle cantanti folk, della fine degli anni ’60 e dei primi anni ’70, dotate di una voce irreale. Mentre la magia di Quiet Signs, è ben reale. © Marc Zisman/Qobuz

Maggiori informazioni

Quiet Signs

Jessica Pratt

launch qobuz app Ho già scaricato Qobuz per Windows/MacOS Apri

download qobuz app Non ho ancora scaricato Qobuz per Windows/MacOS Scarica l'app Qobuz

Copia il seguente link per condividerlo

Al momento stai ascoltando degli estratti.

Ascolta oltre 50 milioni di brani con un abbonamento streaming illimitato.

Ascolta questo album e oltre 50 milioni di brani con i gli abbonamenti di streaming illimitato.

1
Opening Night
00:01:39

Jessica Pratt, Composer, Lyricist, MainArtist - Domino Music Publishing, MusicPublisher

2019 City Slang 2019 City Slang

2
As the World Turns
00:03:11

Jessica Pratt, Composer, Lyricist, MainArtist - Domino Music Publishing, MusicPublisher

2019 City Slang 2019 City Slang

3
Fare Thee Well
00:04:05

Jessica Pratt, Composer, Lyricist, MainArtist - Domino Music Publishing, MusicPublisher

2019 City Slang 2019 City Slang

4
Here My Love
00:02:54

Jessica Pratt, Composer, Lyricist, MainArtist - Domino Music Publishing, MusicPublisher

2019 City Slang 2019 City Slang

5
Poly Blue
00:02:43

Jessica Pratt, Composer, Lyricist, MainArtist - Domino Music Publishing, MusicPublisher

2019 City Slang 2019 City Slang

6
This Time Around
00:03:37

Jessica Pratt, Composer, Lyricist, MainArtist - Domino Music Publishing, MusicPublisher

2019 City Slang 2019 City Slang

7
Crossing
00:02:48

Jessica Pratt, Composer, Lyricist, MainArtist - Domino Music Publishing, MusicPublisher

2019 City Slang 2019 City Slang

8
Silent Song
00:03:13

Jessica Pratt, Composer, Lyricist, MainArtist - Domino Music Publishing, MusicPublisher

2019 City Slang 2019 City Slang

9
Aeroplane
00:03:35

Jessica Pratt, Composer, Lyricist, MainArtist - Domino Music Publishing, MusicPublisher

2019 City Slang 2019 City Slang

Descrizione dell'album

Alla fine di una prova, un’attrice di teatro assiste alla morte di un’ammiratrice isterica, investita da una macchina mentre osservava il suo idolo che se ne andava. L’incidente la segna a tal punto che sprofonda in un terribile sgomento. È la scena iniziale interpretata da Gena Rowlands in Opening Night di John Cassavetes. Un film del 1977 che ha segnato profondamente anche Jessica Pratt tanto da influenzarla su Quiet Signs, il cui primo pezzo si intitola per l’appunto Opening Night… Questo terzo album della cantante americana sarebbe tra l’altro potuto uscire nel 1977, nel 1968 o anche nel 1973. Ma alla fine uscirà nel 2019. Essere atemporale, non alla portata di tutti, Pratt si serve della sua non appartenenza ad uno spazio-tempo specifico per meglio far perdere le proprie tracce. Perfino la sua voce, una delle più commoventi e particolari del momento, è uno spirito libero. Si tratta forse della voce di una bambina che si confessa a Babbo Natale? Quella di una fata irreale? Quella di una vecchia errante in una città fantasma? Tutt’e tre insieme probabilmente … Tutt’intorno, la californiana trentenne chiude drappeggi di folk da camera, ravvivati da un semplice flauto, da una chitarra acustica, da un organo vintage, da alcuni strumenti a corde o da un pianoforte. Ci viene in mente la dimenticata Linda Perhacs, Vashti Bunyan, Sibylle Baier e anche Karen Dalton. Molto più vicina a noi, Joanna Newsom. Insomma, soprattutto quelle cantanti folk, della fine degli anni ’60 e dei primi anni ’70, dotate di una voce irreale. Mentre la magia di Quiet Signs, è ben reale. © Marc Zisman/Qobuz

A proposito dell'album

Distinzioni:

Migliora questa pagina

Qobuz logo Perché acquistare su Qobuz

ORA IN OFFERTA...
Munich 2016 Keith Jarrett
Songs In The Key Of Life Stevie Wonder
Innervisions Stevie Wonder
Altro su Qobuz
Di Jessica Pratt
Jessica Pratt Jessica Pratt
On Your Own Love Again Jessica Pratt
This Time Around Jessica Pratt
Poly Blue Jessica Pratt
Aeroplane Jessica Pratt
Ti potrebbe piacere anche...
Live Vol. 1 Parcels
Myopia Agnes Obel
Ghosteen Nick Cave & The Bad Seeds
Nelle Panoramiche...
Kraftwerk, 50 anni in anticipo

Kraftwerk, il gruppo di musica elettronica più influente della storia, fondato da Ralf Hütter e Florian Schneider (scomparso il 6 maggio 2020 a causa di un cancro), è sempre stato in anticipo sui tempi. Precursori sulle tecnologie, la composizione, le performance sceniche, i tedeschi hanno dimostrato al pubblico che le macchine sono anche strumenti capaci di generare emozioni, spianando la strada alla techno, alla new wave e persino all'hip-hop.

Il britpop in 10 album

“If punk was about getting rid of hippies, then I'm getting rid of grunge.” Fu con questa frase di Damon Albarn del 1993 che ebbe inizio la nuova invasione inglese sulla quella scena dominata allora dal grunge dei Nirvana e di Seattle. Il britpop fu profondamente legato alle politiche locali e all'identità dei suoi membri ed emerse proprio mentre entravano in scena Tony Blair ed il suo New Labour. Il romanticismo inglese ritrovò il suo fascino a discapito del concorrente americano, considerato ormai troppo superficiale nel Regno Unito dei primi anni novanta. Fate largo alla "Cool Britannia".

Nella testa di David Byrne

Ha capeggiato i Talking Heads, registrato il punk funk e la musica sudamericana, ripubblicato tesori della world music, passato ore a pedalare nelle più grandi città del mondo e fatto decine di altre cose. Ma cosa succede nella testa di David Byrne?

Nel magazine...