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Sophie - OIL OF EVERY PEARL'S UN-INSIDES

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OIL OF EVERY PEARL'S UN-INSIDES

Sophie

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SOPHIE fa parte di quella categoria di artisti che una volta conosciuti non ci si toglie più dalla testa, un po’ per il mistero che avvolge la sua personalità un po’ per il carattere inafferrabile del suo sound. Quando nel 2006 lavorava per l’etichetta londinese PC Music, Samuel Long (all’anagrafe) già produceva una musica più strana di tutto il resto del collettivo artistico (il che è tutto dire). Il suo primo debutto ufficiale, Product nel 2015, riuniva il grosso del suo universo zuccheroso, elettronico-bubble-gum con aggiunta di chiptune in versione kawaii. Produzione in latex, rumori galattici e voci del tutto asettiche: non si era mai ascoltato nulla di simile prima di allora e si aveva l’impressione di soffocare in pista stretti in un costume da Batman. L’aspetto pop dozzinale apertamente dichiarato e spinto all’estremo ‒ componente indiscutibile del «sound SOPHIE» ‒ è completato da un’elettronica inattesa, metallica, glaciale, ruggente e tagliata con la spada laser.
Inedita, bizzarra, estrema, senza concessioni, sincera… Sono questi gli aggettivi più usati dai media specializzati per qualificare la musica di SOPHIE, sollevando così la medesima domanda: «E se fosse questo il futuro della pop music?» Domanda più che legittima quando si conosce la fama degli artisti che si sono concessi i suoi servizi (Madonna, Charli XCX, Vince Staples, Cashmere Cat…). E mentre tutti l’aspettavano al varco con questo primo album, lei si è dileguata pubblicando un disco proteiforme e inetichettabile: un disco che scassa tutto sin dall’inizio, flirta con un lungo passaggio ambient a metà e termina con un sound tipico del primo periodo PC Music. No, questo non è un album di facile accesso. Anzi, può risultare addirittura sgradevole perché scombussola i codici stabiliti, come già fece una certa islandese una ventina d’anni fa... Ma forse non è proprio questa l’utilità dell’Arte, nonché il segno caratteristico dei grandi artisti? © Sylvain Di Cristo/Qobuz

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OIL OF EVERY PEARL'S UN-INSIDES

Sophie

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1
It's Okay to Cry
00:03:50

Copyright Control, MusicPublisher - Sophie, Composer, Producer, Mixer, Artist, MainArtist

2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS] 2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS]

2
Ponyboy
00:03:14

Copyright Control, MusicPublisher - Sophie, Composer, Producer, Mixer, Artist, MainArtist - Sophie Long, Lyricist - Caila Thompson-Hannant, Composer - Benny Long, Mixer

2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS] 2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS]

3
Faceshopping
00:03:56

Copyright Control, MusicPublisher - Sophie, Composer, Producer, Mixer, Artist, MainArtist - Cécile Bellocq, Lyricist - Caila Thompson-Hannant, Composer - Benny Long, Mixer

2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS] 2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS]

4
Is It Cold In the Water?
00:03:32

Copyright Control, MusicPublisher - Sophie, Composer, Producer, Mixer, Artist, MainArtist - Caila Thompson-Hannant, Composer

2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS] 2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS]

5
Infatuation
00:04:40

Copyright Control, MusicPublisher - Sophie, Composer, Producer, Mixer, Artist, MainArtist - Caila Thompson-Hannant, Composer - Benny Long, Mixer

2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS] 2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS]

6
Not Okay
00:01:48

Copyright Control, MusicPublisher - Sophie, Composer, Producer, Mixer, Artist, MainArtist

2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS] 2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS]

7
Pretending
00:05:53

Copyright Control, MusicPublisher - Sophie, Composer, Producer, Mixer, Artist, MainArtist - Benny Long, Mixer

2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS] 2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS]

8
Immaterial
00:03:52

Copyright Control, MusicPublisher - Sophie, Composer, Producer, Mixer, Artist, MainArtist - Caila Thompson-Hannant, Composer - Benny Long, Mixer

2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS] 2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS]

9
Whole New World/Pretend World
00:09:06

Copyright Control, MusicPublisher - Sophie, Composer, Producer, Mixer, Artist, MainArtist - Caila Thompson-Hannant, Composer - Benny Long, Mixer

2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS] 2018 MSMSMSM INC / Future Classic under exclusive license to Transgressive Records / [PIAS]

Descrizione dell'album

SOPHIE fa parte di quella categoria di artisti che una volta conosciuti non ci si toglie più dalla testa, un po’ per il mistero che avvolge la sua personalità un po’ per il carattere inafferrabile del suo sound. Quando nel 2006 lavorava per l’etichetta londinese PC Music, Samuel Long (all’anagrafe) già produceva una musica più strana di tutto il resto del collettivo artistico (il che è tutto dire). Il suo primo debutto ufficiale, Product nel 2015, riuniva il grosso del suo universo zuccheroso, elettronico-bubble-gum con aggiunta di chiptune in versione kawaii. Produzione in latex, rumori galattici e voci del tutto asettiche: non si era mai ascoltato nulla di simile prima di allora e si aveva l’impressione di soffocare in pista stretti in un costume da Batman. L’aspetto pop dozzinale apertamente dichiarato e spinto all’estremo ‒ componente indiscutibile del «sound SOPHIE» ‒ è completato da un’elettronica inattesa, metallica, glaciale, ruggente e tagliata con la spada laser.
Inedita, bizzarra, estrema, senza concessioni, sincera… Sono questi gli aggettivi più usati dai media specializzati per qualificare la musica di SOPHIE, sollevando così la medesima domanda: «E se fosse questo il futuro della pop music?» Domanda più che legittima quando si conosce la fama degli artisti che si sono concessi i suoi servizi (Madonna, Charli XCX, Vince Staples, Cashmere Cat…). E mentre tutti l’aspettavano al varco con questo primo album, lei si è dileguata pubblicando un disco proteiforme e inetichettabile: un disco che scassa tutto sin dall’inizio, flirta con un lungo passaggio ambient a metà e termina con un sound tipico del primo periodo PC Music. No, questo non è un album di facile accesso. Anzi, può risultare addirittura sgradevole perché scombussola i codici stabiliti, come già fece una certa islandese una ventina d’anni fa... Ma forse non è proprio questa l’utilità dell’Arte, nonché il segno caratteristico dei grandi artisti? © Sylvain Di Cristo/Qobuz

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