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Ross from Friends - Family Portrait

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Family Portrait

Ross from Friends

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Era chiaro fin da You'll Understand, il suo secondo EP uscito nel 2016 su Distant Hawaii, sottodivisione dell’etichetta londinese Lobster Theremin (che promuove la house lo-fi) e da quel brano malinconico ed esaltante Talk To Me You'll Understand: Ross From Friends ha sfruttato al massimo le sue potenzialità raggiungendo la compiutezza in questo primo album curato nei minimi particolari per ben due anni; una cinquantina di minuti in grado di appagare coloro che erano stati sedotti dalla sua house setosa e dovrebbero garantirgli una nuova base di fan accaniti.
Perché la musica di Ross From Friends crea una certa dipendenza, come lo dimostra Thank God I’m a Lizzard, una house sciamanica con chitarre floydiane in delay, mentre Wear Me Down rivela un aspetto più acquatico, che ricorda le produzioni dell’argentino Ernesto Ferreyra e le gocce care a Cadenza, l’etichetta di Luciano. Al carattere ipnotico dei brani di riferimento della minimal techno, Ross From Friends aggiunge un’anima, quella che attinge dalla storia familiare. I suoi genitori furono tra i primi viaggiatori inglesi che andavano in giro per l’Europa negli anni ʽ80 con un soundsystem per diffondere le prime emozioni elettroniche (hi-NRG, italo-disco…). The Knife, una sorta di synth-pop soulful che ci fa sprofondare nuovamente in quelle atmosfere anni ʽ80, prima di lanciarsi con successo con dei BPM più potenti sulla tecno dei Project Cybersyn. “Ogni volta che cominciavo a lavorare su un pezzo, ero immediatamente travolto dall’aspetto più emotivo delle cose, ci spiega. È senza dubbio una delle parti più importanti del lavoro sull’album, cercare di trarre ispirazione da quelle emozioni, da quell’instabilità emotiva”. Un approccio che ricorda quello di un altro produttore britannico della nuova generazione, Leon Vynehall, che ha ideato il suo ultimo album Nothing Is Still basandosi sulla storia dei nonni, con un risultato altrettanto commovente.
Il superbo Parallel Sequence con le sue breakbeat mostra inoltre che l’inglese non è fissato sul kick, e, che a differenza di altri, la drum machine non è al centro della sua musica. Sarebbe infatti difficile individuare un asse di rotazione, poiché le sue canzoni (il termine è quello più appropriato) sembrano nascere da un’idea, da un concetto. Il resto dell’album è dotato dello stesso fascino, ed è facile lasciarsi trasportare da un capo all’altro dei dodici brani, in quelle atmosfere ovattate nelle quali Ross From Friends ci ha avvolti. Siamo appena all’estate, ma ecco già probabilmente uno degli album dell’anno e sicuramente un perfetto disco Qobuzissime. © Smaël Bouaici/Qobuz

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1
Happy Birthday Nick
00:01:37

Copyright Control, MusicPublisher - Ross from Friends, MainArtist

2018 Brainfeeder 2018 Brainfeeder

2
Thank God I'm A Lizard
00:05:06

Copyright Control, MusicPublisher - Ross from Friends, MainArtist

2018 Brainfeeder 2018 Brainfeeder

3
Wear Me Down
00:05:19

Copyright Control, MusicPublisher - Ross from Friends, MainArtist

2018 Brainfeeder 2018 Brainfeeder

4
The Knife
00:03:33

Copyright Control, MusicPublisher - Ross from Friends, MainArtist

2018 Brainfeeder 2018 Brainfeeder

5
Project Cybersyn
00:05:09

Copyright Control, MusicPublisher - Ross from Friends, MainArtist

2018 Brainfeeder 2018 Brainfeeder

6
Family Portrait
00:01:42

Copyright Control, MusicPublisher - Ross from Friends, MainArtist

2018 Brainfeeder 2018 Brainfeeder

7
Pale Blue Dot
00:03:58

Copyright Control, MusicPublisher - Ross from Friends, MainArtist

2018 Brainfeeder 2018 Brainfeeder

8
Back Into Space
00:03:11

Copyright Control, MusicPublisher - Ross from Friends, MainArtist

2018 Brainfeeder 2018 Brainfeeder

9
Parallel Sequence
00:05:23

Copyright Control, MusicPublisher - Ross from Friends, MainArtist

2018 Brainfeeder 2018 Brainfeeder

10
R.A.T.S.
00:05:29

Copyright Control, MusicPublisher - Ross from Friends, MainArtist

2018 Brainfeeder 2018 Brainfeeder

11
Don't Wake Dad
00:06:52

Copyright Control, MusicPublisher - Ross from Friends, MainArtist

2018 Brainfeeder 2018 Brainfeeder

12
The Beginning
00:05:54

Copyright Control, MusicPublisher - Ross from Friends, MainArtist

2018 Brainfeeder 2018 Brainfeeder

Descrizione dell'album

Era chiaro fin da You'll Understand, il suo secondo EP uscito nel 2016 su Distant Hawaii, sottodivisione dell’etichetta londinese Lobster Theremin (che promuove la house lo-fi) e da quel brano malinconico ed esaltante Talk To Me You'll Understand: Ross From Friends ha sfruttato al massimo le sue potenzialità raggiungendo la compiutezza in questo primo album curato nei minimi particolari per ben due anni; una cinquantina di minuti in grado di appagare coloro che erano stati sedotti dalla sua house setosa e dovrebbero garantirgli una nuova base di fan accaniti.
Perché la musica di Ross From Friends crea una certa dipendenza, come lo dimostra Thank God I’m a Lizzard, una house sciamanica con chitarre floydiane in delay, mentre Wear Me Down rivela un aspetto più acquatico, che ricorda le produzioni dell’argentino Ernesto Ferreyra e le gocce care a Cadenza, l’etichetta di Luciano. Al carattere ipnotico dei brani di riferimento della minimal techno, Ross From Friends aggiunge un’anima, quella che attinge dalla storia familiare. I suoi genitori furono tra i primi viaggiatori inglesi che andavano in giro per l’Europa negli anni ʽ80 con un soundsystem per diffondere le prime emozioni elettroniche (hi-NRG, italo-disco…). The Knife, una sorta di synth-pop soulful che ci fa sprofondare nuovamente in quelle atmosfere anni ʽ80, prima di lanciarsi con successo con dei BPM più potenti sulla tecno dei Project Cybersyn. “Ogni volta che cominciavo a lavorare su un pezzo, ero immediatamente travolto dall’aspetto più emotivo delle cose, ci spiega. È senza dubbio una delle parti più importanti del lavoro sull’album, cercare di trarre ispirazione da quelle emozioni, da quell’instabilità emotiva”. Un approccio che ricorda quello di un altro produttore britannico della nuova generazione, Leon Vynehall, che ha ideato il suo ultimo album Nothing Is Still basandosi sulla storia dei nonni, con un risultato altrettanto commovente.
Il superbo Parallel Sequence con le sue breakbeat mostra inoltre che l’inglese non è fissato sul kick, e, che a differenza di altri, la drum machine non è al centro della sua musica. Sarebbe infatti difficile individuare un asse di rotazione, poiché le sue canzoni (il termine è quello più appropriato) sembrano nascere da un’idea, da un concetto. Il resto dell’album è dotato dello stesso fascino, ed è facile lasciarsi trasportare da un capo all’altro dei dodici brani, in quelle atmosfere ovattate nelle quali Ross From Friends ci ha avvolti. Siamo appena all’estate, ma ecco già probabilmente uno degli album dell’anno e sicuramente un perfetto disco Qobuzissime. © Smaël Bouaici/Qobuz

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