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Ben Harper|Bloodline Maintenance

Bloodline Maintenance

Ben Harper

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Il blues è sempre stato un terreno fertile per la musica di Ben Harper. Dal suo album d’esordio, l’ormai classico Welcome To The Cruel World del 1994, lo ha arricchito con influenze rock, folk, soul e gospel, nel corso di quindici album. Ma Bloodline Maintenance, il sedicesimo che ha pubblicato, è diverso. Registrato dal cantante-chitarrista californiano senza gli Innocent Criminals, la sua band blues-rock, appare come una grande, suggestiva svolta soul nella sua discografia. Sembra che Ben Harper abbia concepito questo album dopo aver ascoltato un best-of dei più grandi classici del soul, tra cui Sam Cooke, Otis Redding, Curtis Mayfield e Marvin Gaye. In diverse occasioni, sono proprio le reminiscenze di What’s Going On a insinuarsi nelle canzoni di Bloodline Maintenance, o piuttosto a ispirarle. Così, con armonie, riff di chitarra danzanti e sax struggenti, Ben Harper canta e racconta l’inquietudine in un modo delicato e sensuale. Ma Bloodline Maintenance non è un album tributo o revivalista. Ben Harper è abbastanza saggio da sapere che quando si tratta di musica soul, niente è meglio degli originali. Così, canta il soul a modo suo, con la sua esperienza, parlando dei temi che gli stanno a cuore (il razzismo, l’ecologia...) con i suoi strumenti da bluesman che suonano alquanto acustici e rustici. Senza la sregolatezza tipica della Motown, Ben Harper reinventa un soul domestico, sobrio, privo di effetti, perfetto per i nostri tempi. Dal primo brano cantato a cappella e radicato nella tradizione gospel, all’ultimo, Maybe I Can’t, con la sua magnifica melodia libera da ogni influenza, Ben Harper mette la sua firma su uno dei suoi migliori album, in cui riesce a rinnovarsi senza mai rinnegare sé stesso. © Stéphane Deschamps/Qobuz

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Bloodline Maintenance

Ben Harper

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1
Below Sea Level
00:01:47

Ben Harper, Composer, Producer, MainArtist - Sheldon Gomberg, Producer, MixingEngineer

2022 Chrysalis Records Limited 2022 Chrysalis Records Limited

2
We Need To Talk About It
00:02:53

Ben Harper, Composer, Producer, MainArtist - Sheldon Gomberg, Producer, MixingEngineer

2022 Chrysalis Records Limited 2022 Chrysalis Records Limited

3
Where Did We Go Wrong
00:02:44

Ben Harper, Composer, Producer, MainArtist - Sheldon Gomberg, Producer, MixingEngineer

2022 Chrysalis Records Limited 2022 Chrysalis Records Limited

4
Problem Child
00:04:31

Ben Harper, Composer, Producer, MainArtist - Sheldon Gomberg, Producer, MixingEngineer

2022 Chrysalis Records Limited 2022 Chrysalis Records Limited

5
Need To Know Basis
00:01:59

Ben Harper, Composer, Producer, MainArtist - Sheldon Gomberg, Producer, MixingEngineer

2022 Chrysalis Records Limited 2022 Chrysalis Records Limited

6
It Ain't No Use
00:03:29

Ben Harper, Composer, Producer, MainArtist - Sheldon Gomberg, Producer, MixingEngineer

2022 Chrysalis Records Limited 2022 Chrysalis Records Limited

7
More Than Love
00:03:07

Ben Harper, Composer, Producer, MainArtist - Sheldon Gomberg, Producer, MixingEngineer

2022 Chrysalis Records Limited 2022 Chrysalis Records Limited

8
Smile At The Mention
00:03:38

Ben Harper, Composer, Producer, MainArtist - Sheldon Gomberg, Producer, MixingEngineer

2022 Chrysalis Records Limited 2022 Chrysalis Records Limited

9
Honey, Honey
00:03:31

Ben Harper, Composer, Producer, MainArtist - Sheldon Gomberg, Producer, MixingEngineer

2022 Chrysalis Records Limited 2022 Chrysalis Records Limited

10
Knew The Day Was Comin'
00:02:10

Ben Harper, Composer, Producer, MainArtist - Sheldon Gomberg, Producer, MixingEngineer

2022 Chrysalis Records Limited 2022 Chrysalis Records Limited

11
Maybe I Can't
00:02:12

Ben Harper, Composer, Producer, MainArtist - Sheldon Gomberg, Producer, MixingEngineer

2022 Chrysalis Records Limited 2022 Chrysalis Records Limited

Descrizione dell'album

Il blues è sempre stato un terreno fertile per la musica di Ben Harper. Dal suo album d’esordio, l’ormai classico Welcome To The Cruel World del 1994, lo ha arricchito con influenze rock, folk, soul e gospel, nel corso di quindici album. Ma Bloodline Maintenance, il sedicesimo che ha pubblicato, è diverso. Registrato dal cantante-chitarrista californiano senza gli Innocent Criminals, la sua band blues-rock, appare come una grande, suggestiva svolta soul nella sua discografia. Sembra che Ben Harper abbia concepito questo album dopo aver ascoltato un best-of dei più grandi classici del soul, tra cui Sam Cooke, Otis Redding, Curtis Mayfield e Marvin Gaye. In diverse occasioni, sono proprio le reminiscenze di What’s Going On a insinuarsi nelle canzoni di Bloodline Maintenance, o piuttosto a ispirarle. Così, con armonie, riff di chitarra danzanti e sax struggenti, Ben Harper canta e racconta l’inquietudine in un modo delicato e sensuale. Ma Bloodline Maintenance non è un album tributo o revivalista. Ben Harper è abbastanza saggio da sapere che quando si tratta di musica soul, niente è meglio degli originali. Così, canta il soul a modo suo, con la sua esperienza, parlando dei temi che gli stanno a cuore (il razzismo, l’ecologia...) con i suoi strumenti da bluesman che suonano alquanto acustici e rustici. Senza la sregolatezza tipica della Motown, Ben Harper reinventa un soul domestico, sobrio, privo di effetti, perfetto per i nostri tempi. Dal primo brano cantato a cappella e radicato nella tradizione gospel, all’ultimo, Maybe I Can’t, con la sua magnifica melodia libera da ogni influenza, Ben Harper mette la sua firma su uno dei suoi migliori album, in cui riesce a rinnovarsi senza mai rinnegare sé stesso. © Stéphane Deschamps/Qobuz

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