Kurt Vile: "Vado alle radici del country e del rock".

Incontro con il più classico e cool degli indie rockers...

da Marc Zisman | Video | 22 novembre 2018
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Album dopo album, Kurt Vile si è convertito in una sorta di guru dell’indie rock americano. Con il suo broncio Droopy ed il suo look da capellone trentenne, ha imposto la sua voce disillusa, affrontando stili abbastanza lontani tra loro con derivazioni che vanno da Leonard Cohen fino a J Mascis dei Dinosaur Jr.... Quando ti chiami Kurt Vile, anche ortograficamente, meglio essere sicuri dei propri mezzi. Non c'è bisogno di entrare in vani paragoni - Weill vs. Vile - tra il mitico compositore de L'Opéra de quat'sous e il songwriter di Filadelfia.

Con Bottle It In, il suo settimo album, offre ancora un gran bel folk rock rilassato, influenzato dai Crazy Horse, Tom Petty, Bob Dylan, Bruce Springsteen e Dinosaur Jr., attraverso il suo distintivo filtro lo-fi. Una versione alternativa del rock classico per cui Kurt Vile firma canzoni tristi quanto divertenti ma, allo stesso tempo, atemporali. Il tempo di un'intervista per lasciare che lui stesso commenti questo suo nuovo album, la sua collaborazione con il suo alter ego australiano Courtney Barnette e la sua passione per la musica country.







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