Vampire Weekend, pop dalla A alla Z

Dopo sei anni di assenza, la band di Ezra Koenig firma un quarto album ultra-eclettico...

da Marc Zisman | Video del giorno | 16 maggio 2019
Reagire
Qobuz

In poco più di un decennio, i Vampire Weekend se la sono presa comoda. Dopo l'omonimo Vampire Weekend (2008), Contra (2010) e Modern Vampires of the City (2013), la band di Ezra Koenig pubblica finalmente un nuovo lavoro dopo un silenzio durato sei anni e scandito dalla partenza dell'influente Rostam Batmanglij che ha pubblicato l'eccellente Half-Light come solista nel 2017...

Modern Vampires Of The City segnò una grande evoluzione nella vita del gruppo di New York. I tocchi etnici alla Talking Heads scomparvero in favore di un pop più brillante, nelle melodie e nelle armonie, come nelle sonorità. Koenig, il cervello della band, che ha lasciato la Grande Mela per Los Angeles, conferma con Father of the Bride la sua bulimia stilistica. Il suo filo conduttore rimane ovviamente il pop, ma ognuna delle 18 canzoni sa offrire un paesaggio diverso. È un album che abbonda d'influenze, dai Beatles ai Beach Boys, dai Fleetwood Mac ai Supertramp, Paul Simon, Wilco e Grateful Dead, per citarne solo alcune.

Anche sul fronte degli ospiti i Vampire Weekend non si fanno mancare nulla, come il chitarrista impressionista Greg Leisz, la voce di Danielle Haim degli HAIM, la chitarra di Dave Longstreth dei Dirty Projectors, Steve Lacy dei The Internet e persino Rostam torna con il gruppo su due brani. Man mano che l'ascolto va avanti viene da chiedersi se Ezra Koenig non abbia firmato qui con il suo White Album (il più eclettico dei dischi dei Beatles) tutto da solo... © Marc Zisman / Qobuz



ASCOLTA FATHER OF THE BRIDE DI VAMPIRE WEEKEND SU QOBUZ


Per seguire tutto quello che succede su Qobuz, seguiteci su Facebook!

Le tue letture