Roger Waters interpreta il soldato

Quando il bassista dei Pink Floyd si avvicina a Igor Stravinski...

da François Hudry | Video del giorno | 08 novembre 2018
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Il bassista dei Pink Floyd Roger Waters è ossessionato sin da giovane dalla perdita di suo padre, morto durante la Seconda guerra mondiale. Un trauma che segnerà a lungo le sue composizioni, in particolare su The Wall (1979), The Final Cut (1983) – dedicato proprio a suo padre – e Amused to Death (1992). Non poteva dunque restare indifferente alla storia di un povero soldato che ha venduto l’anima al diavolo.

Nata nelle circostanze della guerra del ’14-’18 e dall’amicizia che legava il compositore Igor Stravinsky allora esiliato in Svizzera, lo scrittore Charles-Ferdinand Ramuz e il direttore d’orchestra Ernest Ansermet, l’Histore du soldat si ispira a un racconto russo di Afanassiev, che Ramuz adatta nel Canton Vaud trasformandola in una parabola universale.

Stravinsky compone una musica molto spoglia per sette strumenti (violino, contrabbasso, clarinetto, fagotto, cornetta, trombone e percussioni) esigendo elevati livelli di virtuosismo dai musicisti. A cent’anni di distanza dalla sua composizione il 28 settembre 1918 a Losanna, l’Histoire du soldat continua a funzionare in tutto il mondo. Su quest’album, la leggenda del rock Roger Waters è l’unico narratore nell’adattamento che egli stesso ha realizzato a partire dalle traduzioni di Michael Flanders e Kitty Black. Riprende da solo tutti e tre i ruoli in compagnia di sette eccellenti musicisti del Festival di musica da camera di Bridgehampton. Un lavoro che per Roger Waters non è altro che la continuazione logica delle sue ricerche musicali e delle sue posizioni ideologiche, in particolare nel sostegno alla Palestina e nella lotta contro Donald Trump. © François Hudry/Qobuz



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