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Jamie Cullum è cresciuto

Con il suo eclettico ottavo album in studio, "Taller", l'inglese firma il suo lavoro più introspettivo...

da Charlotte Saintoin | Video del giorno | 25 giugno 2019
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Già otto album! Quasi quarantenne, il genio inglese ritorna con Taller.

Il cantautore e compositore originario della regione dell’Essex si affida al fedele arrangiatore e multistrumentista Troy Miller per firmare un’opera tanto concisa quanto eterogenea, di poco meno di 40 minuti.

All’interno, Cullum si interroga sulla responsabilità di padre e di artista, nelle nostre società contemporanee. «Are you a man before your father dies?/ «But what’s a man these days?» I hear you cry/ And are we raising up our childrens right», sul pianoforte-voce The Age Of Anxiety.



Attraverso i cori gospel di Mankind o Monster, il jazz elegante di You Can’t Hide Away From Love, il pezzo molto funk Usher perfezionato dal sassofono tenore di Tom Richards, o ancora la pop impreziosita di Life Is Grey, il britannico mostra la sua sorprendente versatilità.

La grande forza di quest’opera è quella di riuscire, grazie a un’orchestrazione prospera composta da strumenti a corda, fiati, dall’organo Hammond e soprattutto da voci– la sua in tutta l’ampiezza della sua trama e quella dei cori femminili– ma ben aerata, dall’equilibrio idoneo. Perfetto. © Charlotte Saintoin/Qobuz

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